[172.] A. Labriola, La Comune, pag. 24. Vedi in fine al volume in nota il giudizio di questo scrittore su Napoleone III.

[173.] Conte Buol Schauenstein (1797-1865) ministro austriaco degli Esteri e presidente del Consiglio dal 1852. Temperamento orgoglioso, scontroso, si oppose nel '52 al riconoscimento del Secondo Impero. Alludendo a lui, l'Hübner saviamente scriveva (I, pag. 109): «L'alterigia è nella società una sciocca consigliera e in politica una pericolosa consigliera». Se la forza della sua alterigia, abilmente stimolata e calcolata dal Cavour, fosse stata minore, non è assurdo pensare che le cose avrebbero preso altra piega.

[174.] Vedi Mazzini, Scritti, X, pag. 314. «Si è tanto predicato: aspettate; non movete.... indugi, disciplina, prudenza, che le città addottrinate ad attendere tutto dagli altri, nulla dai propri sforzi, hanno apparentemente perduto ogni vigore di iniziativa».

[175.] «Cavour lasciando Plombières poteva felicitarsi dei risultati ottenuti; ma egli conosceva troppo bene Napoleone per lusingarsi di avere guadagnata la partita. Prevedeva le incertezze, le oscillazioni, ecc., contro cui [avrebbe] dovuto lottare prima di arrivare in porto.» Nota di A. Hübner alla lettera del Cavour (II, pag. 224).

[176.] Mazzini, Scritti, X, pag. 268.

[177.] Pierre De Lano, Le secret d'un empire, L'Empereur, pag. 129. Di questo passo, vedi più diffusa spiegazione per ciò che riguarda l'opera del ministro prussiano, nel capitolo ultimo di questo libro. Cfr. Pierre De La Gorge, Histoire du Second Empire, Vol. IV e V.

[178.] Mazzini, Scritti, X, pag. 84. «Voi spronato costretto dal loro sacrificio (dei republicani italiani) a balbettare qualche timido incerto lagno sulle condizioni d'Italia, avete rimpicciolito il grido potente che viene dai loro sepolcri, a sommessa e codarda preghiera».

[179.] Lettera del Cavour al marchese Emanuele D'Azeglio. (Chiala, III, XVI, XVII.) Come poi, dopo la pace di Villafranca, la politica inglese si mutasse favorevole all'Italia, vedi nel capitolo Villafranca.

[180.] Chiala, IV, pag. 219.

[181.] Ib., III, XCIX.