«L'effetto fu strepitoso e, se Orsini non ebbe salva la vita, ebbe salvo l'onore.
«I ministri andiedero su tutte le furie, ed il conte Hübner, ambasciatore austriaco ne fu sbalordito, perchè intese che era un colpo diretto al cuore del suo governo.
«La seconda, quella ch'egli scrisse alla vigilia di morire, l'Imperatore l'inviò a Cavour, pregandolo di pubblicarla nella Gazzetta Ufficiale del Piemonte.
«Cavour, sorpreso, obiettò che un tale atto equivaleva ad un attacco diretto di entrambi contro l'Austria.
«Napoleone rispose si pubblicasse, e così fu fatto. Erano le prime ostilità.
«Quattro mesi dopo Cavour e Napoleone si trovarono a Plombières: l'Imperatore fu ben presto convinto che Orsini non era un delinquente, ma un apostolo che s'immolava per la sua patria, e non avendo potuto salvargli la vita, gli fece sapere in carcere: «che d'ora innanzi tutti i suoi pensieri erano oramai rivolti alla liberazione d'Italia.» Per questa complicata questione dell'Orsini si desiderano i promessi studi di Alessandro Luzio.
[288.] Chiala, III, pag. 187.
[289.] Carducci, Alberto Mario giornalista. Come abbia il Carducci avversato Napoleone, è troppo noto per qui farne parola.
[290.] Chiala, III, pag. 58.
[291.] Buol a Malmesbury, vedi Chiala, III, CVIII.