[292.] L'Italia nel carteggio della Regina Vittoria nel Risorgimento Italiano, Anno I, fascicolo 2.º, pag. 201.
[293.] Ma andassero lontani Poerio e gli altri condannati politici, fuori del mondo: non udisse più il Re parlare di loro. Invece udì parlare di loro. Erano sbarcati a Cadice e non era facile rimetterli in nave ancora. Imbarcateli a qualunque costo, aveva ordinato il Re. E ancora ripresero il mare. Ma li aveva uditi giunti in Irlanda, e poi a Londra, acclamati, compianti, onorati.
Sono proprio di quel tempestoso mese di marzo, quando dopo la nota del Monitore, il Cavour — secondo il Guerrazzi — aveva perso il sonno e tutto andava in isconquasso, queste interessanti istruzioni per Poerio e gli altri esuli napoletani a Londra:
Illuminare l'opinione pubblica inglese, evitando però, come fecero sinora con tanta prudenza, le dimostrazioni e gli atti che potrebbero farli confondere con la screditata emigrazione mazziniana. Cercare ogni modo per dimostrare che le due grandi cagioni dei nostri mali sono: l'influenza austriaca e la dominazione temporale del Papa: insistere su questo punto per rendersi favorevole l'opinione protestante. Fare adesione alla politica piemontese, senza però lasciar travedere che si subisca l'influenza venuta da Torino. Insistere perchè l'Inghilterra faccia prevalere nel Congresso (se Congresso vi sarà) il principio del non intervento dell'Austria, in modo preciso ed assoluto, nei paesi situati sulla sponda destra del Po.
[294.] Risorgimento Italiano, Anno I, fascicolo 2.º, pag. 206
[295.] Hübner, II, pagg. 362, ecc. e 393.
[296.] Chiala, III, CXI.
[297.] Hübner, II, pag. 370.
[298.] De La Gorge, op. cit., II, pag. 431.
[299.] Ib., II, pag. 428.