[353.] Cavour prese atto di questa dichiarazione dell'Imperatore, e la publicò. Vedi Bianchi, Storia documentata, VIII, pag. 499. Già dal 18 maggio l'Imperatore aveva assicurato l'ex ministro Salvagnoli, che gli avea chiesto udienza, che la missione del cugino in Toscana era puramente militare. Lo richiese discretamente della possibilità di elevare la duchessa di Parma al trono di Toscana. Il Salvagnoli rispose dicendo che «era assolutamente impossibile». Le sorti della Toscana così rimasero sospese.
[354.] Il 22 maggio fu letto ai soldati toscani l'ordine del giorno di Vittorio Emanuele: «Stimandovi degni di combattere a fianco dei valorosi soldati di Francia, vi pongo sotto gli ordini del mio amatissimo genero il principe Napoleone, a cui sono dall'Imperatore dei francesi commesse importanti operazioni militari. Ubbiditelo come ubbidireste a me stesso».
[355.] Il conte Nigra con decreto del 15 giugno era stato incaricato dell'ufficio di segretario capo presso la Direzione generale per gli affari delle provincie annesse. Vidi Chiala, III, pag. 97.
[356.] Vedi pag. 241. — E. T. Moneta, tutt'altro che favorevole a Napoleone, ma spirito equo e desideroso della verità, scrive a questo proposito: «Ma nell'entusiasmo del momento, nella fede immensa che tutti avevano nel valore dei due eserciti alleati, passò inosservato (?) l'ammonimento contenuto nelle ultime parole. I volontari avevano bensì dato un bel contingente, ma molto inferiore a quanto si imponeva ad un popolo in una guerra che si combatteva per la sua indipendenza». Vol. II, pag. 311 della bell'opera: Le guerre, le insurrezioni e la pace nel secolo XIX.
[357.] Vedi nota a [pag. 313].
[358.] De La Gorge, op. cit., II, pag. 448.
[359.] De La Gorge, III, pag. 113.
[360.] Hübner, II, pag. 428.
[361.] Vedi documento in Chiala, VI, pag. 728: «Il principe Gortschakoff aveva detto: Niente politica rivoluzionaria! Egli amava l'Italia dove aveva a lungo dimorato nella sua giovinezza. Incaricato d'affari a Firenze, aveva visto la Toscana felice sotto il paterno governo granducale e del vecchio Fossombroni. La sola ombra a questo quadro era l'influsso pernicioso, esercitato dall'Austria, ecc.».
[362.] La guerra, 15 maggio. Vol. X. pagg. 303-304.