[391.] Carteggio citato. Chiala, III, pag. 401.

[392.] Vigliani (Milano), Farini (Modena), Ricasoli (Firenze), Azeglio (Bologna).

[393.] Per le trattative diplomatiche, vedi Bianchi, Storia documentata, vol. VIII.

[394.] Il giorno 9 Cavour ricevette un telegramma dal principe Napoleone, che annunciava la tregua. Chiamò il Nigra, comunicò il dispaccio: chiese: Che cosa crede? Nigra rispose: È la pace. Cavour: Lo crede proprio? Nigra: Sì. Cavour: Allora partiamo pel campo (Chiala, VI, pag. 412). Circa i rapporti fra Cavour e i due quartieri generali, oltre a ciò che è detto nel capitolo Cavour stratega, aggiungasi: «Io ho un bel scrivere lettere su lettere, moltiplicare dispacci, rivolgermi successivamente al Re, all'Imperatore, al maresciallo Vaillant, al La Marmora: nulla ho ottenuto. Mi si tratta, in fatto di notizie, come un commesso di cui si temono le indiscrezioni». (Chiala, VI, pag. 404.)

[395.] Mazzini, X. pag. 342.

[396.] Ib., X, pag. 331.

[397.] Chiala, III, CCXV.

[398.] Diari di un aiutante di campo di S. M. in Castelli, Ricordi, pag. 317. — NB. Questi diari, pure interessanti, non mancano di inesattezze.

[399.] Mazzini, X, pag. 335.

[400.] Chiala, III, CCVI. Non risulta chiaro se queste storiche parole fossero proferite nel colloquio del giorno, o in quello che seguì più tardi al ritorno del Principe Napoleone.