V'è un ritratto di Luigi Napoleone a sei anni[73] che dà appunto l'impressione di questo rêve e di questi terrori. Un delicato ovale di volto infantile, scarno, sorge da un nembo di trine. La capellatura è sconvolta come dal soffio di una tempesta invisibile: gli occhi, aperti, guardano avanti, verso quella tempesta, atterriti. Stringe, difende sul cuore, con la manina, un gran mazzo di fiori. Impressione dolorosa!
Vengono a mente molte cose: viene a mente la domanda di Ortensia:
— «Se tu fossi povero, come faresti a vivere?»
— «Io? Venderei i mazzolini di viole come quel povero bimbo alla porta delle Tuileries».[74]
Della madre più tardi si appalesò ed il riflesso fisico ed il temperamento erotico[75] e romanzesco; vivace contrasto con quell'aspetto apata e freddo.
Le nozze con la bellissima spagnuola Eugenia di Montijo, celebrate un anno dopo la proclamazione dell'impero, quando appunto era necessario consolidare l'usurpazione con un matrimonio regale,[76] appaiono come documento ben eloquente di questi varii sentimenti. È noto con quanta pertinacia e contro tutti Napoleone III volle queste nozze. «Ma se era per questo era inutile che tu facessi il colpo di Stato», gli disse il Morny. Ma il padre di Eugenia era stato valoroso colonnello dell'Impero; ma ella nei giorni del colpo di Stato, gli aveva offerto gioielli e ogni suo avere se ne avesse avuto bisogno; ma sposando lei faceva come Napoleone che sposò la bella creola, Giuseppina; e dichiarava in cospetto alla Francia: «Io preferisco una donna che amo e rispetto, ad una sconosciuta, la cui alleanza avrebbe arrecato dei vantaggi e insieme dei sacrifici».
L'Hübner ricordando l'Imperatore dopo queste nozze, «ebbro d'amore e di felicità», osserva: «io non lo avrei creduto capace alla sua età e con la sua esperienza, di innamorarsi così ingenuamente e sul serio».[77]
La Francia è stata sempre una nazione cavalleresca e non poteva restare indifferente a questa audacia da ballata romantica; ma la Francia è anche una nazione piena di spirito, onde fu detto: L'Imperatore fa concorrenza a De Musset e il suo regno non sarà che il canto di una notte.
Fu più cavaliere ancora quando acconsentì a fare ufficialmente questa sua donna partecipe dei consigli dell'Impero, e lo fu anche troppo![78]
Per tradizione mi fu riferito che, al tempo della sua giovanezza, un vecchio fiorentino vide un dì Luigi Napoleone tutto pensoso e raccolto, presso Santa Trinita, e gli chiese: «Che cosa avete, principe?» «Penso — rispose — al modo di reintegrare la mia famiglia».