In questo, che a me pare errore, cade pure il maggior storico del Secondo Impero, il De La Gorge. Dice: Napoleone dichiarava che l'Italia sarà libera sino all'Adriatico.
Aggiunge: che il disordine non sarebbe punto fomentato nella penisola: che il potere del Santo Padre non sarebbe stato scosso.
Conclude: tre predizioni che un avvenire prossimo doveva parimenti smentire.[358]
Più amaramente ancora: appena firmati i preliminari di Villafranca noi ci dovemmo giustificare non in faccia all'Austria, che avevamo battuta, ma in faccia agli Italiani che noi abbiamo avuto il torto, il torto imperdonabile, di non affrancare d'un solo colpo.[359]
Meglio tornare al documento.
Si ritenga il documento napoleonico sincero o no, sta il fatto che, così come suona, la guerra appare intrapresa per un'idea, e l'Hübner può in tal modo avere spiegazione del difficile problema, perchè la Francia «a cherché querelle à l'Autriche»:[360] e poichè quel diplomatico era acuto ed ironico, è lecito porgli in bocca la famosa esclamazione socratica: O mirabile uomo!
Sincero o no, è evidente l'intenzione di sostituirsi ad ogni altro nel difendere la libertà e i diritti dei popoli: causa rivoluzionaria! Ora si avverta come nel febbraio del '53, l'Hübner, udito il moto mazziniano in Milano, sospettando — a che non giunse la paura? — connivenze segrete col grande agitatore, scrive: «La sua politica all'interno, come quella all'estero, è sempre stata quella di mangiare a due greppie: di parlare di rivoluzione ai rivoluzionari e di autoritarismo con gli uomini d'ordine: ma infine viene un giorno in cui l'ambiguità del linguaggio non basta più e bisogna prendere il suo partito, a meno di esporsi a trovarsi per terra fra due sedie». Ora il documento dice che egli ha preso partito; ma la rivoluzione, e per essa il Mazzini, a tutto è disposta fuorchè ad offrirgli la sua sedia rivoluzionaria; e però l'uomo cadrà a terra lo stesso. Tale fu lo strano destino di quest'uomo meraviglioso.
Ha preso partito. Ma piacerà questo partito di apostolo della Rivoluzione all'altro alleato d'Italia, l'Imperatore dell'Oriente, allo Czar? Non c'era pericolo che ammesso questo principio rivoluzionario su di un punto, esso dovesse fare il giro d'Europa e passare per dove allo Czar non piaceva, per la Polonia, ad esempio?[361]
Piace questo partito al Mazzini.
S'emenda e dice: la guerra è un «fatto iniziato»; è «un fatto potente che crea nuovi doveri e modifica essenzialmente la via da tenersi.... Possiamo deplorare l'intervento imperiale, ma non possiamo dimenticare che l'Austria è l'eterna nemica». Così il Mazzini nello scritto del 15 Maggio «La guerra»; e «non perchè Bonaparte lo ha detto, ma perchè l'onore e la salute della patria lo esigono — scrive il 1.º luglio, manifestamente dopo aver avuto notizia del proclama — la cooperazione degli Italiani alla guerra deve essere tanta «da un capo all'altro d'Italia» che i centomila stranieri scesi in aiuto, paiano legione alleata dei ventisei milioni d'Italiani, anzichè esercito liberatore».[362] Sognatore, in verità, non era soltanto Napoleone III!