Un aiutante di campo del generale Picard arriva e dice: «Il nemico aumenta, minaccia di girare la posizione».

«Chiuda il passaggio. Appena potrò, manderò rinforzi».

Le ore scorrevano lente, sanguinose. Sono le quattro quando arrivarono finalmente Niel e Canrobert. Era tempo!

Lo storico ufficiale della guerra, il Bazancourt, dice che il maresciallo Canrobert trovò l'Imperatore, laddove s'era tenuto tutta la giornata, nel centro della battaglia, tra il ponte di Buffalora e il Naviglio, sempre calmo, sempre impassibile, malgrado la gravità crescente della situazione.

Rimase in verità impassibile, ma d'una impassibilità che può chiamarsi, a scelta, sangue freddo o stupore per l'immenso pericolo, per l'impari lotta che un attimo avrebbe potuto mutare in irreparabile sconfitta. «Non era in lui — dice quell'implacabile critico che è il De La Gorge — nè mancanza di intelligenza, nè, sopratutto, debolezza d'animo: ma inesperienza di quella cosa terribile che si chiama la guerra».[375]

Certo, comunque fosse, egli si irrigidì nella resistenza. Che cosa sarebbe stato della Guardia se avesse piegato, con il Ticino alle spalle? Che sarebbe avvenuto di Mac-Mahon, tagliato fuori dall'esercito?

Episodi sublimi e terribili avvennero alla conquista di quel Naviglio, che fluisce con le verdi acque tranquille. Strana battaglia, vinta dai soldati accorrenti alla morte nel nome di lui, immobile; al grido meraviglioso: Viva l'Imperatore! Strana battaglia in cui i generali combatterono come soldati: ultimi cavalieri di Francia! Cler, Espinasse, Mac-Mahon, Mellinet, Wimpffen combattenti fra i soldati come se la battaglia fosse stata una gioia suprema della vita. E la cieca morte passava e dove la sua mano raggiunse e sfiorò, al furore del meraviglioso impeto, sostituì ella la rigidezza pallida del suo sembiante.[376]

Ora tuona da Marcallo il cannone di Mac-Mahon. Dopo tre ore di combattimento s'era impadronito di Buffalora. Precipitano egli ed Espinasse combattendo sempre. Tramonta il sole. È lo steeple-chase orrendo di Mac-Mahon e di Espinasse: la corsa feroce al campanile di Magenta.

*

Era compiuta vittoria, o al domani la battaglia sarebbe stata ripresa?[377] I vivi s'addormentarono presso i morti. In un umile albergo, al ponte di San Martino, un uomo vegliò. L'Imperatore. L'esercito arrivava infine; se ne udiva nella notte il lento incessante passaggio; il monotono urtarsi dei bariletti e dei bossoli della fanteria che raggiungeva i bivacchi.