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Fu alla sera che il Re, ritornato ancora a Valleggio, per invito dell'Imperatore, ad attendere l'arrivo del principe da Verona, conobbe il testo preciso di quei preliminari di pace.

La fiera e nota minaccia del Re di proseguire, in tale caso, la guerra da solo, deve essere stata espressa in questo secondo colloquio, ben altrimenti procelloso di quello del giorno.

Alla quale minaccia l'Imperatore rispose: «A scelta vostra, ma in vece di un solo nemico, voi potreste trovarne due».[412]

Quando uscì, il Re era rosso in faccia e aveva gli occhi più fuori del solito. Salutò l'Imperatore che l'accompagnava, cavò il berretto al seguito, montò a cavallo, e uscito dal paese, disse all'aiutante:

Siamo rovinati!

Maestà, in che modo?

Non ci vogliono nemmeno dare ciò che ci davano nel '48. Aggiunse anche lui (notevoli parole!): Napoleone s'è lasciato intenerire dal giovane Imperatore.[413]

Giunsero a Monzambano. Cavour aspettava il Re a villa Melchiorri.

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