[39.] Chiala, I, lett. V e XCIII.

[40.] Queste ultime parole sono assai posteriori e qui l'anacronismo è per comodo di narrazione: le riferisce il De La Rive. Secondo il Bonghi (Biografia di Camillo Benso di Cavour) avrebbe detto: «Gli parve di essersi tolto il basto». Basto o livrea si equivalgono.

[41.] È del 1832 questa lettera del Cavour ad un amico inglese. «Stretti da un lato dalle baionette austriache e dall'altro dalle scomuniche papali, la nostra condizione è veramente deplorabile. Ogni libero esercizio del pensiero, ogni generoso sentimento è soffocato come un sacrilegio o un delitto contro lo Stato, nè possiamo sperare di conseguire da noi alcun sollievo alle nostre grandi sventure....» Chiala, III, pag. 3.

[42.] Chiala, I, XXI.

[43.] La licenza di abbandonare il servizio militare gli fu concessa dal Governo sardo ai 12 novembre 1831.

[44.] Manzoni, I Promessi Sposi, XXII.

[45.] Chiala, IV, pag. 24. Lettera al deputato Salvagnoli dell'ottobre 1860.

[46.] Vedi fra gli altri documenti, Bonfadini, Vita di Francesco Arese.

[47.] Chiala, I, pagg. 167, 168.

[48.] Chiala, IV, pag. 159.