Gli armajuoli formano pure una ragguardevole parte delle manifatture del paese, quantunque più non esista la famosa fabbrica delle sciable damaschine, risguardate adesso come cosa rarissima, e vendute a prezzi enormissimi. Dopo queste antiche sciable, le più riputate sono quelle della fabbrica persiana del Khorassan.

Anche le fabbriche di sapone, i fabri, i calzolaj, ec. occupano molte contrade, e vi si trova pure una fabbrica di vetri. Ma per avere un'adeguata idea del commercio di Damasco, basta fare attenzione alla quantità dei falegnami esclusivamente addetti alla costruzione delle casse che servono ogni anno ad imballare i prodotti del suolo e dell'industria. Più migliaja di persone che occupano un vasto quartiere della città formano ogni giorno parecchie migliaja di casse; benchè non tutti gli oggetti che si esportano da Damasco vengano incassati.

L'affollato popolo de' bazar forma un singolare contrasto colla solitudine delle altre contrade ove non sianvi nè officine, nè botteghe. In tutti i bazar vi sono forni per cuocere continuamente piccoli pani, focaccie, e varie altre pasticcerie: e le botteghe dei barbieri nelle vicinanze dei bazar sono ornate di pitture a rabeschi, di specchi, di cristalli, d'iscrizioni a caratteri d'oro ec. onde allettare gli avventori. I caffè dei bazar sono pieni di gente tutto il giorno. Bianchi, neri, mulatti di qualunque casta, di ogni religione, di qualsiasi nazione, esclusi gli europei, vi hanno un'intera libertà.

Magnifici sono pure i bagni de' bazar, e provveduti di tutto quanto si conviene al comodo, e dirò anche al lusso, ad al divertimento de' concorrenti. Non dirò alcuna cosa della quantità e bontà de' commestibili, non essendovi forse altro paese al mondo che vantar possa più grasse e delicate carni, erbaggi più teneri, più belli e saporiti frutti, più variato ed abbondante selvaggiume, mèle e latticinj più deliziosi, più bianco o miglior pane; in una parola, tutto ciò che può desiderarsi per la vita animale.

CAPITOLO XLVIII.

Acque di Damasco. — Cristiani. — Commercio, prodotti, clima. — Razze dei cavalli. — Abiti. — Donne. — Sanità. — Scuole. — Governo. — Fortificazioni. — Bedovini di Anaze. — Salakhie.

Damasco è in modo provveduta di acqua che tutte le case hanno più fontane; non servendo le pubbliche che all'inaffiamento delle strade. Queste acque formano una quantità di canali: ma derivano da due soli fiumi, che dopo essersi uniti in un solo, dividonsi poi in sette rami, dai quali viene distribuita l'acqua in tutta la città.

Trovansi nella città di Damasco più di cinquecento magnifiche case, che possono dirsi palazzi; che per altro non essendo esternamente ornati di belle facciate non contribuiscono all'abbellimento della città. Tutte le comunioni cristiane hanno le particolari loro chiese, Greci, Maroniti, Siriaci, Armeni, ed inoltre sonovi tre conventi di Francescani, uno di osservanti Spagnuoli, e due di Cappuccini Italiani.

Il Patriarca greco d'Antiochia risiede a Damasco, ove riceve determinate tasse pei battesimi, pei matrimonj, pei funerali de' cristiani d'ogni rito, che sono obbligati di presentarsi innanzi al ministro da lui delegato a quest'effetto.

Vi sono otto sinagoghe di Ebrei, che allora, per quanto mi fa detto, erano assai ben trattati. Per altro mi è parso, che il fanatismo del popolo di Damasco avanzi quello degli Egiziani, perchè un Europeo non potrebbe senza pericolo mostrarsi ove non sia vestito all'orientale. Un cristiano, un ebreo non può andare a cavallo per città, e neppure valersi di un asino.