Si fece alto sulla sinistra del fiume. L'acqua in questo luogo è tanto tranquilla, che non se ne può conoscere la direzione senza gettarvi qualche corpo galleggiante. La sua maggiore profondità è di quattro piedi e mezzo; le rive argillose e coperte della melma del fiume sono tagliate quasi a picco, ed alte circa sedici piedi. Il pesce è abbondantissimo.
Lunedì 28.
Si partì alle quattr'ore del mattino viaggiando lungo le falde di alcune montagne. Alle sette passai sopra un ponte di un solo arco sotto al quale scorre un piccol fiume che sbocca nell'Oronte. Appena giunto sull'opposta riva, mi fu presentato un pesce lungo più d'un piede, in quell'istante saltato sulla sabbia, ed era ancora vivo.
Alle otto ore feci colezione al di là di un altro torrente che mette pur foce nell'Oronte, lontano poco più di quattro miglia dal lago d'Antiochia detto Bahar Caramort, formato da più fiumi, le di cui acque si scaricano nell'Oronte.
Dopo tre ore di riposo feci il giro di una montagna, indi ne attraversai alcune altre più basse, che seguono la direzione dell'Oronte. Piegando poi quasi al S., entrai alle undici ore per la porta della vecchia in Antiochia, e dopo il cammino di una mezz'ora in mezzo ai giardini posti entro il circondario delle antiche mura, giunsi nella nuova città, il cui governatore di nazione turco, mi alloggiò in sua casa.
Questo governatore detto Hadj-Bekir-Agà, assai ragguardevole personaggio, per mostrarmi il suo affetto non mi lasciava mai, di modo che non aveva un istante di libertà. Appena arrivato mandò ordine a Souaïdia, che è il porto più vicino, di approntare un bastimento per condurmi a Tarso; trovandosi la strada di terra esposta alle scorrerie della gente di Kouchouk-Ali.
Antiochia, che i Turchi chiamane Antakia contiene quindicimila musulmani, 5000 cristiani di tutti i riti j e 150 ebrei. Il Patriarca greco trovavasi allora a Damasco, ed il cattolico nelle montagne.
La moderna Antiochia non occupa che un piccolo spazio dell'antica; di cui rimangono ancora le mura per attestarne l'ampiezza. Questa nuova città comprende un'area di oltre mezza lega di diametro, con alcune colline coperte di antiche rocche che scendono fino al piano: sono di pietra, fiancheggiate a disuguali distanze da torri quadrate, ma ora tutta va in ruina. Magnifica è l'antica porta per cui era entrato, ma minaccia di cadere da un momento all'altro.
Prima d'entrare per questa porta io aveva veduto a sinistra una montagna, la cui più bassa parte tagliata a picco presenta la forma di una facciata d'edificio, con una porta quadrata ben tagliata nel mezzo e varie finestre tagliate nella viva roccia con eguale perfezione; lo che sembra indicare de' sotterranei troppo interessanti per un antiquario. Le colline poste entro le mura hanno al loro piede alcuni strati perpendicolari da cui zampillano molte acque.
Le strade d'Antiochia sono strette, ma hanno de' marciapiedi alti da ogni banda e ben lastricati. Le case fatte di pietra senza cemento hanno un aspetto tristo e monotono: sono le prime ch'io abbia vedute coperte di tegole dopo essere uscito dalla Mecca. Tutto indica essere questo il paese delle pioggie, ed il clima è più freddo assai di quello d'Aleppo, ove non suole mai nevicare. Pare che il principal prodotto del paese sia quello della seta. Abbonda di buoni cibi e di acque; ma non si fa uso di altro pane che di focaccie arabe. Giungendo in città incontrai molte donne, quasi tutte assai belle.