Venerdì 2.

Appena sbarcati, moltissimi facchini con muli e cavalli sempre in agguato delle navi che approdano, ond'essere impiegati, s'impadroniscono delle persone e degli effetti, disputandosi tra di loro a colpi di pugno l'onore di accompagnarci. Vero è che le loro premure non sono affatto disinteressate: ma in ogni luogo l'interesse è la molla delle nostre azioni.

A non molta distanza dal mare trovasi un villaggio chiamato Cazanlìe di una singolare costruzione: è composto di un centinajo di baracche sospese sopra quattro pertiche all'altezza di nove in dieci piedi; ed ogni baracca è formata di un semplice pergolato di travicelli, o di canne, rassomigliando ben più ad un nido di uccelli, che all'abitazione di uomini inciviliti. Per salirvi si adopera una rozza scala.

Vidi a maggior distanza un altro villaggio fatto assai meglio, ed assai più interessante. È questo un dovar abitato da pastori della Turcomania. Le baracche sono piccole, ma gentili, e poste a livello del terreno. Consistono in tre pergolati di quattro piedi di altezza coperti da un tetto della stessa qualità in figura di volta cilindrica; la pergola della parete è formata di canne, di tralci, o di frondi, ed il tetto è coperto di pelli. In questo villaggio non si vedono che donne e fanciulli perchè gli uomini conducono le mandre al pascolo; ma le donne non rimangono oziose, facendo esse il butirro, il formaggio, ed ogni altra sorte di latticinj con un'estrema pulitezza. Il loro abito consiste in una camicia bianca, un giustacuore colle maniche ornate, ordinariamente di cotone trapuntato, una sottana di cotone bianco, con un fazzoletto che loro fascia il capo ed il collo. Sono tutte bianche, ed alcune abbastanza avvenenti. Quelle che allattano non lasciano di lavorare tenendo sospeso al dorso il fanciullo. Tengono il volto scoperto, e benchè musulmane, pare che non sappiano, che la legge non accorda loro questa libertà. I ragazzi vanno ben vestiti, con camicie, casacchini, e turbanti di colore.

Gli abitanti di questo distretto, detti Turcomani, sono tanto terribili colle armi in mano, quanto buoni, dolci, ed onorati in società.

Dopo tre ore di viaggio lungo il mare entrai in Targo alle dieci ore e mezzo del mattino. Aveva incontrati lungo la strada molti bufali, ed alcuni cammelli con basti di differenti colori.

Quasi tutti gli uomini portano camicie e mutande bianche, ed un giustacuore con maniche trapuntate; ma altri non hanno che una casacca senza maniche, legata con una cintura, ed una berretta bianca alta ed acuta da un turbante, sono d'ordinario calzati di grandi stivali neri.

Targo o Turpis (che suole pronunciarsi in un modo e nell'altro), è una ragguardevole città, le di cui case sono assai brutte e fatte di terra. È posta in mezzo ad una vasta campagna, circondata di giardini a breve distanza dal fiume, in cui il grande Alessandro corse rischio di perire; ed è nella vicina pianura a levante che sconfisse lo sfortunato Dario.

Quand'io vi passai non eravi che un solo Europeo.

Il cotone e la seta sono i principali oggetti del commercio di Targo. Piovve tutta la notte dirottamente.