Il Bosforo di Tracia, detto el-Bogaz dai turchi, ed il Canale dai cristiani, perchè unisce il Mar Nero o Ponto Eusino, al Mar di Marmara, ossia Propontide, chiamato dai turchi Mar Bianco, è posto quasi nella direzione N. E., con molte sinuosità, che rendono varia la sua larghezza da un miglio fino a quattro.

Il canale ha una corrente rapida quanto quella d'un fiume che va dal Mar Nero al Mar di Marmara. Questo fenomeno è prodotto dai molti fiumi che sboccano nel Mar Nero, e dalla limitata superficie che presenta alla evaporazione in una così elevata latitudine; di modo che se il Mar Nero non avesse una uscita per il Bosforo, dovrebbe necessariamente dilatarsi finchè acquistasse una bastante superficie per istabilire l'equilibrio tra la quantità d'acqua che gli portano i fiumi, e la massa assorbita dall'evaporazione.

Tanta è la rapidità della corrente, che rende necessario il tenere alcuni uomini sopra varj punti della costa per tirare a riva i battelli e le scialuppe; non bastando la forza dei remi per superare la corrente quando si vuol rimontare il canale: sonovi ancora alcuni luoghi in cui le acque formano gorghi così rapidi, che la superficie si cuopre tutta di schiuma.

D'altra parte s'io considero che le acque del Mar Nero e quelle del Canale sono salse come quelle degli altri mari, io non posso non credere che esista in fondo al canale una contraria corrente che riporta l'acqua del Mar di Marmara verso il Mar Nero; imperciocchè non ammettendo tale supposizione non sarebbe possibile di spiegare in qual modo, dopo tanti secoli, siansi le acque del Mar Nero conservate salse, malgrado l'enorme quantità d'acqua dolce che ogni giorno riceve dai fiumi, e la massa d'acqua salsa ch'esce pel canale del Bosforo.

Il disequilibrio che deve produrre la diversa gravità specifica delle due masse d'acqua diversamente cariche di sale, e che sono in contatto, concorre altresì a provare la necessità dell'esistenza di questa corrente inferiore del Mar di Marmara verso il Mar Nero; poichè se suppongansi due masse d'acqua perpendicolari della medesima altezza ne' due mari, che siano in comunicazione per mezzo del Canale, è cosa indubitata che quella del Mar Nero composta d'acqua salsa e d'acqua dolce dei fiumi, sarà più leggiera di quella del Mar di Marmara, quasi affatto composta d'acqua salsa; ed in conseguenza il Mar di Marmara per livellare il suo peso a quello del Mar Nero deve versare in questo una parte della sua acqua, finchè l'abbassamento del suo livello, e l'elevazione di quello del Mar Nero compensino la differenza della gravità specifica delle due acque. D'altra parte la colonna allungata del Mar Nero non potendo sostenersi al di sopra del livello della colonna corrispondente, verserà sopra di questa una parte della sua acqua superiore per equilibrare il livello delle due colonne; ed ecco stabilita la corrente superiore dal Mar Nero a quello di Marmara, e mantenuto dalla continua affluenza dei fiumi che si gettano nel primo. La necessaria esistenza di una corrente inferiore in senso contrario viene egualmente dimostrata dallo stesso principio, il quale indica altresì che l'acqua del Mar Nero dev'essere meno salsa che quella del Mar di Marmara.

Le due rive del Canale sono notabili pe' molti sobborghi che quasi si toccano l'un l'altro, e vengono a formare una continua strada lunga più di una lega e mezzo. Spetta al pittore delle grandi epoche della natura, all'autore del Maometto e della Zaira, il descrivere come si conviene lo spettacolo imponente che presenta quest'immensa strada acquatica, in mezzo alla quale io vidi navigare tutta la squadra con una infinità di altri bastimenti, e migliaja di scialuppe e di battelli: i palagi e i terrazzi superbi, le ville del Sultano, delle Sultane, e dei grandi dell'Impero, che fatte col più squisito gusto orientale gareggiano fra loro in beltà e lusso; i colli pittoreschi che circondano il canale coperti del più bel verde e di eleganti casucce isolate; il corpo colossale della città di Costantinopoli che si presenta coperto da una foresta di campanili, di cupole, di terrazzi, il tutto dipinto di variatissimi colori, e solo interrotto dal verde di grandi alberi; e finalmente il mare di Marmara che chiude l'orizzonte al sud: questo magnifico aggregato forma un quadro che non può descriversi, ma la di cui impressione non può cancellarsi dalla memoria.

Una lega e mezzo al di là di questo spazio, i villaggi posti sulla riva del Bosforo sono alquanto più separati gli uni dagli altri: la foce del Mar Nero viene difesa da un forte sopra ogni lato del canale, e da due antichi castelli situati a mezzo la costa a diritta ed a sinistra; la torre di Leandro guarnita d'artiglieria è posta sopra un'isoletta in mezzo; sonovi inoltre molte batterie di campagna sopra le due rive alla foce del canale nel mare di Marmara.

Il porto di Costantinopoli è il migliore del mondo. Formato da un braccio di mare che si avanza sinuosamente nelle terre tra la città ed il sobborgo di Galata, di Pera, ec. è tutto circondato da colli, e perciò al coperto da tutti i venti. Il fondo è tale, che le navi a tre ponti possono accostarsi alla riva, e prender terra colla loro prora senza toccare colla chiglia.

Sulla costa del porto opposta a Costantinopoli vedesi l'arsenale, nel quale io contai quattordici o quindici navi da guerra, le une interamente corredate ed armate, le altre preparate a metà, tutte ben fatte ed in ottimo stato. Vi trovai pure molti vascelli o carcassi inutili, alcune scialuppe cannoniere, e sul cantiere una fregata che si andava formando da operai europei. L'arsenale è vasto, e provveduto di materiali. Contiene un infinito numero di cannoni la maggior parte di bronzo, una eccellente macchina per alberare, ed un bacino da costruzione, il cui solo difetto è quello di avere un fondo che perde l'acqua: trovavasi allora occupato da un vascello di settantaquattro cannoni che veniva racconciato. Presso al bacino sonovi due belle macchine per tirare le navi in secco. La casa del capitano Pascià, o grande Ammiraglio della marina Ottomana, è situata vicino all'arsenale: è un magnifico edificio con un bellissimo sbarco sul mare. Dietro a quella del Pascià viene la casa del capo dell'arsenale, innanzi alla cui porta un'urna sepolcrale serve di fontana.

Quando si viene dall'Asia per recarsi a Pera, che è il sobborgo ove risiedono gli ambasciatori ed i negozianti europei, si sbarca di ordinario a Top-hana, altro sobborgo in riva al canale. Colà trovansi le caserme de' cannonieri, come pure una batteria di ventiquattro cannoni montati sopra carrette di forme diverse per difendere l'ingresso del porto. Rimarcai un'antica colombrina di quasi un piede di calibro, ossia diametro interno, e lunga diciannove piedi, destinata a tirare palle di sasso, delle quali se ne vedono molte presso. Le caserme sono belle, e contengono molti carri e cassoni.