All'indomani mi recai ad un'altra casa ove si venera un pezzetto dell'abito del Profeta. Una guardia di giannizzeri e di sceriffi ne occupava la porta; la casa era piena di donne, che d'ordinario vanno la mattina ad adorare la reliquia, e molte vetture stavano aspettando nella strada: mi fu detto che non potrei entrare che dopo mezzogiorno; onde mi trattenni in una vicina moschea fino all'ora indicatami. Alla porta si distribuiscono a modico prezzo piccole bottiglie dell'acqua in cui si bagnò la reliquia.

Vuole l'usanza che si lascino le pantoffole a' piedi della scala, ove trovasi uno sceriffo incaricato dì riceverle, e di restituirle quando si esce. Si sale da prima in una camera irregolare col palco assai basso, e fattavi la preghiera si entra nella cappella della reliquia: è questa una camera di dieci in undici piedi in quadrato, bassa come un mezzanino, che ha siccome le moschee il suo mehereb con una finestra da ogni lato; il tutto coperto di ricchi tappeti.

Sta entro al mehereb uno sceriffo, innanzi al quale vedesi una piccola tavola coperta di molte stoffe ornate di ricami assai ricchi, e poste le une sopra le altre; l'estremità della reliquia viene mostrata sotto ad una di tali stoffe alla venerazione de' fedeli credenti. Malgrado la religiosa oscurità della camera, ho potuto osservare che la reliquia è un pezzetto di grossa tela di lana di color nero, o bruno cupo, e che non era posta in mezzo alla tavola, ma alla diritta, onde siccome io suppongo, preservarla dagl'innumerabili baci dei divoti. Penetrati questi da un santo terrore, e da profondo rispetto baciano senza troppo riflettere una stoffa ove non è la reliquia, e con questa innocente astuzia viene sottratta ad un'infinità di toccamenti, che a lungo andare le arrecherebbero danno, e la insudicerebbero. Alquanto più riflessivo, quantunque divoto come gli altri, io baciai veramente la reliquia, applicandovi le labbra, la fronte, e le guance; ma in pari tempo ebbi l'avvedutezza di lasciare una larga elemosina per compenso di così straordinario servigio: Dio ne sia lodato!

Questa inapprezzabile reliquia, non meno dei peli della barba del Profeta che aveva venerati nel precedente giorno, non si espone al pubblico culto che in tempo del Ramadan.

El-saraya, o serraglio, palazzo del Sultano, può riguardarsi come un'altra città entro Costantinopoli, tanti sono i palazzi, le case, i terrazzi, i giardini che racchiude nel suo vastissimo circondario. Io non vidi che due porte in così grande circuito, le quali troppo male corrispondono alla maestà del palazzo.

Una di queste, custodita dai bostangì, è posta sopra un cortile, o piazza irregolare, nella quale trovasi una zecca che io non ommisi di visitare. La vite del punzone viene mossa da tre uomini, ed un quarto colloca la moneta sotto il conio. In altra casa dello stesso cortile si conservano molte armi antiche appese alle pareti.

In fondo al cortile apresi un'altra porta egualmente custodita dai bostangì, da eunuchi, e da altri impiegati, che non mi permisero d'inoltrarmi più a dentro. Vidi per altro guardando per questa porta un secondo più spazioso cortile, con molti terrazzi ed altri edificj isolati: ed ecco tutto ciò ch'io posso dire del serraglio del Gran Signore, che altronde essendo stato tante volte descritto da chi lo vide, o pretende d'averlo veduto, non è bisogno ch'io soggiunga il poco che ne so. Avrei bensì potuto ottenere la permissione d'introdurmi; ma non volli impiegare il denaro in così fatti oggetti, perchè se io avessi voluto trattarmi colla magnificenza conveniente al mio grado, avrei sacrificata all'ambizione quella dolce indipendenza che aveva incominciato a godere nella specie di oscurità da me scelta, e dalla quale non desiderava di sortire. Per tale motivo mi tenni lontano dalla corte, e non mi presentai a Moussa Pascià mio amico d'Alessandria, che allora era Kaïmakan del gran Visir, ossia il primo funzionario dell'impero in Costantinopoli quando il gran Visir trovasi all'armata, siccome allora trovavasi di fatto a quella di Adrianopoli: e sono ben sicuro ch'egli mi avrebbe ricevuto come un suo caro fratello se avessi voluto farmi conoscere alla corte.

Uscendo del serraglio attraversai la casa del gran Visir, e vidi nel quartiere terreno una vasta sala, in fondo alla quale vien posto sopra un rialto il soffà di questo ministro in occasione delle pubbliche udienze. La sala è vasta, ma non conveniente a quest'uso.

La principale porta della casa consiste in un arco semplicissimo in faccia alla muraglia del serraglio, notabile per una torre, nella quale recasi talvolta segretamente il Sultano per vedere le pubbliche cerimonie del gran Visir coi ministri stranieri, ec.

Il palazzo di Costantino trovasi nel centro di Costantinopoli, e vien detto il vecchio serraglio: io non potei vederne che le mura che sono altissime; ed è abitato dalle donne rilegate del serraglio.