Venivano in seguito a cavallo i grandi personaggi dell'Impero con vesti e turbanti ordinarj, e senza verun segno distintivo: mi fu detto essere questi il fiore della nobiltà musulmana, i figli, i nipoti dei principi, ec. Finalmente chiudeva l'accompagnamento un corpo di soldati a piedi.
I turbanti del Kaimakan, del gran Visir, e del Reis Effendì avevano il distintivo di un ricamo d'oro nella mussolina. Notai molti grandi ufficiali negri di orrendo aspetto, vestiti ed equipaggiati così riccamente come gli altri.
Il capo degli eunuchi neri aveva sul turbante lo stesso distintivo del gran Visir. Tutti i principali personaggi avevano a lato un domestico o impiegato che portava avvolto in ricco drappo un turbante di ordinaria grandezza, che sogliono porsi in capo in tempo della preghiera nella moschea invece di quello di ceremonia.
I Turchi ne' tempi del Ramadan e della Pasqua hanno costumanze diverse dagli altri musulmani. Ho di già fatto osservare che nelle notti del Ramadan non illuminano le strade, e che nelle feste di Pasqua non fanno corse di cavalli nè finte guerre, nè giuochi pubblici come negli altri paesi soggetti all'islamismo: tutte le dimostrazioni nelle pubbliche allegrezze riduconsi a passeggiare gravemente da uno all'altro luogo, a visitarsi a vicenda, a mangiare il più che si possa, ed a tirare in determinate ore colpi di cannone nel porto.
Ho veduti i vasti depositi delle acque potabili di Costantinopoli, le quali tutte derivano, attraversando il quartier nord-ovest della città, dal distretto di Belgrado, villaggio popolato pressochè di soli Greci, siccome tutte le terre del circondario.
Trovansi in questo distretto, in tre diversi luoghi, tre grandi muraglie, che chiudendo le valli da una montagna all'altra, formano vasti serbatoj delle acque piovane. Queste dighe vengono dai Turchi dette Bent.
Il più gran Bent è lontano tre leghe all'incirca da Costantinopoli, e può avere cento sessanta piedi di lunghezza sopra, e quindici di grossezza nel piano superiore con una grande scarpa, che ne accresce considerabilmente la grossezza inferiore: è formato di pietre tagliate ed ottimamente conservato; ma perchè non era peranco cominciata la stagione delle pioggie non aveva che le acque d'un piccolo ruscello.
A non molta distanza di questo Bent trovasi il secondo fabbricato dalla sultana Validè, madre di Selim III. La muraglia che abbraccia quasi tanto spazio come il precedente, è più solidamente costrutta, perchè appoggia le due estremità a due solide roccie: sgraziatamente però fu data poca base alla scarpa, per cui a lungo andare potrebbe cedere al peso delle acque.
Negli acquedotti che conducono l'acqua dei bent a Costantinopoli si cercherebbe invano la grandiosità e la magnificenza delle opere romane dello stesso genere, ma non lasciano di essere generalmente fatti con bastante solidità. L'acquedotto di Giustiniano posto nel greco villaggio di Pirgos ha fino tre ordini di archi gli uni sopra gli altri di marmo di nicchi; ma la sua costruzione mostra il decadimento delle arti all'epoca in cui fu fatto: i piloni sono troppo pesanti, gli archi strettissimi, e di diversa luce in larghezza ed in lunghezza come se fatti fossero senza preventivo disegno, e senza calcolare le spinte degli uni sugli altri.
Non molto lontano da questo è l'altro inalzato dal Sultano Solimano Canouni, che io non vidi abbastanza vicino per poterne dare sicura notizia.