Alquanto più sopra di Pirgos trovasi un antico acquedotto fabbricato dai Greci: l'arditezza degli archi, e la bellezza della sua costruzione provano per conto delle arti la superiorità della prima sulla seconda epoca: ma questo bel monumento, da molti secoli affatto trascurato, è già sensibilmente danneggiato nella parte più alta.
Per ultimo andai a visitare un quarto acquedotto fatto recentemente dai Turchi in faccia al Bosforo, presso a Bouyoukdere; i di cui archi fatti sull'andamento di quelli di Giustiniano, sono però alquanto più regolari.
Questi acquedotti formano colle loro projezioni degli angoli colle sinuosità delle montagne, ove i condotti sono posti a terra.
Il distretto di Belgrado è tutto sparso di basse montagne coronate di belle foreste, che stendonsi a ragguardevole distanza, e per quanto mi fu detto, abbondano di selvaggiume.
Il carattere dei Turchi è grave; e direi anzi melanconico. Confrontandolo con quello degli Arabi, credo di poter asserire, che se gli uni e gli altri giugnessero all'incivilimento europeo, gli Arabi avrebbero il carattere dei Francesi, ed i Turchi quello degl'Inglesi.
Le belle arti sono talmente proscritte dai paesi musulmani, che un Turco si crederebbe avvilito se suonasse un istromento, se, fuorchè nelle preghiere, cantasse o danzasse. Essi quasi non conoscono la costumanza di adunarsi in grandi conversazioni per ingannare il tempo. Le donne affatto escluse dal commercio degli uomini, non possono colla naturale dolcezza del loro sesso correggerne i feroci costumi, e spargere la piacevolezza nella società. L'ignoranza quasi assoluta in cui versano i Turchi delle lingue d'Europa, e le limitatissime loro corrispondenze all'estero, li privano delle notizie di quanto accade su questo vario e grande teatro; onde riguardano con occhio d'indifferenza le vicende politiche di questa bella parte del globo. Finalmente la mancanza di libri, e di maestri per imparare le scienze fisiche, e le innumerabili scoperte degli ultimi secoli, li privano di quelle interessanti cognizioni, che sole potrebbero operare il loro incivilimento.
Queste cause unite alla precaria esistenza di un governo dispotico: a quello stato di diffidenza, e dirò meglio, a quello stato di guerra, in cui deve trovarsi ogni paese ove il culto de' governanti è diverso da quello di quasi tutti i governati; a quelle false idee di felicità che ogni turco riceve nella sua prima fanciullezza; fanno sì che quantunque incapace di aprire il suo cuore ad una libera innocente allegrezza, si creda non pertanto felice, ed inoltre più valent'uomo allorquando più si avvicina allo stato de' bruti. Passare l'intero giorno seduto nella più assoluta inazione fisica o morale, fumando la pipa, e prendendo caffè ed altre droghe; ubbriacarsi coi liquori, o con pillole d'oppio; esaurire le forze fisiche e morali con replicati eccessi di godimenti naturali, o contro natura: questi sono i piaceri che formano la felicità dei Musulmani; i quali se degnansi talvolta di porgere attenzione ad uno qualsiasi spettacolo, non è se non quando loro presenti l'immagine degli oggetti de' loro unici piaceri.
Di fatti i Turchi non sono privi di spettacoli; ma quali spettacoli! Quantunque la loro musica non abbia armonia, offre alcune dolci modulazioni; ma trovasi mescolata con tante dispiacevoli discordanze, che non può a lungo andare soffrirsi: e per tal motivo appunto sogliono d'ordinario avere un buffone che di tratto in tratto eseguisce una danza o una ridicola indecente pantomima, terminando sempre col rappresentare un uomo ubbriaco.
Hanno pure de' ballerini la di cui abilità si ristringe al camminare con misura, a fare una semplice contradanza, rapide giravolte, movimenti e pantomime della più sfacciata indecenza, camminando in giro l'uno dietro l'altro col capo imbacuccato in una parrucca a lunghissimi capelli, avendo in mano i crotali o castagnette di metallo; e tutto ciò eseguendosi nel più sgraziato modo che immaginar si possa. Ho veduto alcuni di questi danzatori fare delle pantomime nelle quali rappresentavano le più schifose e lascive attitudini. Hanno ancora le ombre chinesi colle quali rappresentano orrende lubricità.
Tali sono gli spettacoli dei Turchi, cui i grandi, i dotti e lo stesso gran Visir non vergognansi di essere spettatori.