Io sono stato testimonio d'un giuoco di forza assai curioso: un uomo girando rapidissimamente a suono di musica, si attaccava alla cintura un gonnellino, che la velocità del giro faceva spiegare in figura di campana o di ombrello; levavasi in appresso la camicia senza sbottonarsi il farsetto che la copriva, divideva in più treccie la ciocca de' capelli del suo capo, e prendendo a volo una dopo l'altra molte sciable nude che gli presentava un suo compagno, attaccava ogni impugnatura ad una delle sue treccie, e lo vidi in tal modo attaccarne dodici o quattordici, che per la rapidità de' giri, venivano a formare un cerchio o disco orizzontale intorno al suo capo: in appresso prendeva un'altra sciabla ignuda coi denti, ne collocava alcune altre in altre parti del suo corpo, non saprei in qual modo, finchè trovavasi tutto coperto di sciable nude. Continuando a girare colla medesima rapidità senza interrompimento, sguainò una sciabla, e la mise nella guaina colla stessa facilità, e con una sorprendente destrezza. Allora si levò le sciable ad una ad una per darle al suo compagno, si levò il gonnellino, si rimise la camicia senza sbottonarsi il farsetto, e dopo più di un'ora e mezzo di rapidissimi giri, il compagno terminò questo bizzarro spettacolo coprendolo con una gran pelliccia: precauzione necessaria per impedire che non soffrisse passando da così violento moto allo stato di quiete.

A Costantinopoli vengono strettamente custodite le donne di alto rango: ma le plebee sortono sole a loro piacere: nelle strade, nei bazar, nelle cappelle, ai cimiterj, e sulla spiaggia del mare, in qualunque ora del giorno s'incontrano tante femmine che uomini. Tale libertà in così popolata capitale, circondata di giardini, di colli e di boschi, deve singolarmente favorire il libertinaggio; che infatti è in questa città grandissimo. Malgrado il denso velo che le dovrebbe coprire le donne hanno quasi sempre il volto scoperto, perchè ne dilatano in modo i fori destinati al solo uso della vista, che a traverso di tali aperture si vede quasi interamente la loro fisonomia.

Malgrado la sua distanza dell'equatore il clima di Costantinopoli è assai dolce, perchè trovasi al livello del mare, difeso dai venti settentrionali delle montagne di Belgrado, ed affatto aperto al Sud ov'è il mare di Marmara; di modo che quantunque sia sensibile la diversità delle stagioni, non vi si conoscono gli estremi tanto incomodi negli altri paesi posti nella medesima latitudine di questa città.

Avevo disposto ogni cosa per osservare l'eclissi del sole del 29 novembre; e salii per tale oggetto sopra una torre, ma le nuvole si opposero al mio desiderio.

CAPITOLO LIII.

Stato attuale della Turchia. — Barbarie dei Turchi. — Giannizzeri. — Stravaganze di questo corpo. — Bostangì. — Cannoniere e bombardieri. — Altre truppe. — Il gran Signore. — Pascià ribelli. — Tesoro pubblico. — Venalità degl'impiegati. — Disperazione dei popoli.

L'impero ottomano è un colosso composto d'una bizzarra mescolanza di parti eterogenee affatto inconciliabili: di Turchi, di Tartari, di Arabi, di Greci cattolici, di Greci scismatici, di Cofti, di Drusi, di Mamelucchi, di Giudei, e di altre razze affatto diverse le une dalle altre di costumanze, di religione, di opinioni, non convenendo in altro che nel profondo inveterato odio che si portano: tali sono gli elementi che compongono quest'immensa massa.

I Cristiani perduti in altri tempi dietro le quistioni scolastiche, gli Arabi divisi dallo stesso motivo, e privi di una costituzione che assicurasse la successione al trono del Califfato, aprirono, per una deplorabile apatia le porte a quella irruzione di Tartari quasi selvaggi, che successivamente distrussero il trono degli Abassidi, e di Costantino, fondando sulle loro rovine l'impero della Mezza-luna.

Il caso, che gli aveva fatte cominciare le loro conquiste nell'Asia allora dominata dai successori di Maometto, rese maomettani questi Tartari idolatri: se avessero invasa prima l'Europa, essi sarebbero adesso Cristiani; perchè ogni culto appoggiato alla sublime idea di un essere supremo ed unico deve egualmente convincere, e soggiogare l'uomo idolatra.

Ecco ciò che ha resi, ed ancora non cessa di rendere i Turchi affatto stranieri alle costumanze d'Europa; se si fossero convertiti alla fede cristiana, sarebbero diventati Europei.