—Eh, lo zelo è grande davvero; così fosse l'ingegno!—rispose quell'altro, umilmente.—Ma si farà quello che si potrà. Il governo desidera un po' di relazione, fatta de visu et de auditu sullo stato e sui bisogni reali di queste industriose popolazioni. Accogliere i legittimi voti, togliere gli abusi, se ce ne sono, concedere tutte le agevolezze compatibili con le esigenze del servizio, son questi i criterii di un ottimo governo; ed il nostro, la Dio grazia, non lascia nulla a desiderare, per questo lato.—
Il signor Francesco Guerri s'inchinò leggermente. Un inchino costa poco e fa risparmiare molte parole inutili, pericolose.
—Signor conte,—ripigliò il commissario, volgendosi a Gino,—voglio sperare che i doveri del nostro uffizio ci permetteranno di vederla domattina, al suo passaggio da Fiumalbo.—
Gino s'inchinò anche lui, ma il suo inchino poteva anche parere l'atto di un uomo che si stringe nelle spalle.
—Se questa sorte ci fosse negata,—proseguì il commissario,—abbia fin d'ora i nostri augurii, ed accolga la preghiera che io Le faccio, di presentare i miei più rispettosi ossequi all'illustrissimo signor conte Jacopo. Il degno personaggio ha un po' di benevolenza per me, ed io gliene sono riconoscentissimo.
—Grazie!—mormorò Gino, in ricambio a quel fiume di parole.
Ma dopo quel «grazie» fu ancora costretto a stringere la mano del signor commissario, del suo tormentatore, del suo aguzzino. Meno spiacevole gli fu la stretta di mano dell'applicato. Vi rammentate che in quella stretta il conte Gino aveva già ricevuto un messaggio del suo servo Giuseppe. Se anche quella volta gli fosse capitata una simile fortuna! Egli si era ben preparato a riceverla; ma il bravo applicato non aveva niente da dargli. Piuttosto avrebbe avuto qualche cosa da dirgli. Guardò infatti il conte Gino con una cert'aria, gli strinse la mano in un certo modo, che il giovanotto ne rimase un po' sconcertato.
—Che cosa vorrà dirmi con la sua occhiata e con la sua stretta?—pensò.—Veda lui di spiegarsi più chiaro. Io del resto so bene una cosa: che niente potrebbe esser peggio della sentenza che mi ha portata il suo superiore immediato.—
Partiti i due rappresentanti del governo ducale, ci fu un po' di scena muta, nel salotto dei Guerri.
Anche questa volta parlò primo il signor Francesco, che aveva la testa più forte e il cervello più libero.