—Ebbene, sì, uno dei vostri successori;—replicò il vecchio
Malatesti, compiendo la frase.
—Me ne rallegro con la marchesa;—disse Gino, che vedeva così confermato un suo recente sospetto.—Ma ecco una ragione che dovrebbe rendermi molto penoso il rimetter piede in quella casa.
—Sciocchezze, ve l'ho già detto una volta.
—E siano pur tali;—ribattè Gino.—Ma anche di queste si vive. Ora, io non sposerò mai la figlia dei Baldovino Non posso…—soggiunse, alzando la voce, per darsi in quel modo un po' d'energia.—Non posso, non devo, non voglio.—
Il conte Jacopo si morse le labbra, vedendo così sfidata la sua autorità paterna.
—Ecco un discorso che stona con la vostra condizione rispetto alla mia;—diss'egli, dopo un istante di pausa.—Che voi possiate e dobbiate, mi sembra di averlo dimostrato abbastanza, nè intendo di spenderci altre parole. Che voi non vogliate… è ciò che vedremo. Badate bene, Gino! Potrei anche diseredarvi.
—Ma non togliermi la vostra stima, padre mio;—replicò il giovane, animandosi.—Questa mi è cara assai più delle vostre sostanze. Ascoltatemi, ve ne supplico, e poi giudicate.
—Non ho fatto altro finora;—disse il vecchio Malatesti.—Ma poichè avete ancora qualche novità in serbo, son qua per ascoltarvi.—
Così dicendo, si ricompose sul sedile e stette in atto di giudice ad udire il figliuolo.
Gino, ridotto agli estremi delle sue difese, fece uno sforzo violento e svelò tutto il suo cuore. Tanto avrebbe dovuto farla, un giorno o l'altro, la sua confessione generale; e meglio allora che poi. Narrò come fosse giunto a Fiumalbo, per recarsi a confine in Querciola; come avesse conosciuti i Guerri e ricevute le dimostrazioni più affettuose, le prove di una ospitalità che doveva essere ricordata con gratitudine, non solamente da lui, ma da tutti i Malatesti. In quella casa aveva conosciuto un angelo di bellezza e di bontà; la sua virtù, la sua educazione, avrebbero innamorato il conte Jacopo, come avevano innamorato suo figlio. Bisognava vederla, bisognava conoscerla, quella divina fanciulla. I Guerri, poi, erano ricchi…. Egli si vergognava, in verità, di dover mettere in conto queste cose; ma infine, se potevano persuadere suo padre, erano argomenti non ispregevoli, perchè i Guerri erano infatti ricchissimi, e conosciuti per tutto l'alto Modenese come i re della montagna.