—Figlia mia! figlia mia!—mormorò il signor Francesco, stringendosela al seno.
—Ebbene, babbo, ebbene?—diss'ella, reprimendo un singhiozzo.—Questo giorno, che è sempre stato così lieto per tutti noi, ti commuove tanto? Ne vogliamo vedere con egual gioia altri cento.
—Saranno troppi,—rispose il vecchio Guerri, accettando volentieri la via di salvezza che Fiordispina gli offriva.—Me ne basterebbero venti. Ma capisco che per l'affetto de' miei figliuoli sarebbero pochi. Diciamo dunque cento, ed anche centomila.
—Siano tutti quelli che Dio vorrà;—soggiunse Don Pietro, associandosi volentieri a quelle chiacchiere vane, che dissimulavano tanto dolore.—Sempre uniti, nella calma dolcezza della vita di famiglia, che cosa si potrebbe desiderare di meglio?—
Il giorno onomastico del signor Francesco fu festeggiato senza l'ospite che tutti dovevano aspettare, poichè egli aveva giurato di non voler mancare, a cui tutti pensarono e che nessuno ardì nominare. Ma un altro ospite era venuto, e portava i saluti e gli augurii di un altro ramo della buona schiatta dei Guerri. Avrete già capito che quell'ospite era il cugino Ruggero.
«Sarebbe stato il mio vivo desiderio (diceva il padre di lui, nella lettera che gli aveva consegnato per il suo parente delle Vaie) che i nostri vincoli si restringessero maggiormente. Il mio Ruggero è giunto a quell'età in cui bisogna pensare ad accasarsi. Per dirvela in confidenza, abbiamo proposte vantaggiose per ogni rispetto, da Reggio e da Modena; ma, prima di risolvere qualche cosa, lasciatemi tentare un'ultima prova con voi.»
E seguitava su questo tono, nel modo e con gl'intenti che il lettore discreto immaginerà facilmente. Don Pietro avrebbe potuto dire che quella volta il Guerri del Reggiano veniva a mezza spada col Guerri del Modenese. Al signor Francesco parve una buona occasione per rompere il silenzio in cui si erano chiusi tutti da due mesi. E tratta a sè la figliuola, le parlò risoluto in questa forma:
—Vedi, Fiordispina? È tempo di pensare al futuro, di assicurare la tua sorte, di maritarti, insomma. L'ho detta, finalmente! Che io ti ami, lo sai; ma l'amore dei vecchi non deve essere egoistico, e questo debbo provartelo io.
—Padre mio!—esclamò la fanciulla.
—Sì, capisco;—riprese il vecchio Guerri;—la solita storia. Sto tanto bene così! Non mi mariterò mai!