—No, padre;—rispose Fiordispina.—Non voglio dir questo. Nella casa dove son nata non ho avuto che esempi di sincerità, e non sarò io che darò il primo esempio d'ipocrisia. Ti dirò invece schiettamente: sono una fidanzata che aspetta.—
Il signor Francesco fu colpito da quelle semplici e risolute parole.
—Fidanzata!—diss'egli.—Senza di me?
—Oh, non senza di te;—replicò la fanciulla.—Sii buono, babbo, come sei sempre stato con tua figlia. Non hai tu approvata la mia scelta? Se io non ti avessi letto nell'anima, avrei io osato di prendere questo impegno…. con me stessa?—
Il vecchio stette un poco sopra di sè, non potendo negare, e non sapendo che rispondere. In verità, non gli restava da far altro che pigliarsela con se medesimo.
—Ah, sciocco, tre volte sciocco!—gridò.—E sono stato io che ho approvato! Ben mi sta, quello che è poi avvenuto. Lo vedi che fa il tuo fidanzato? Aveva premesso di ritornare, per questo gran giorno, alle Vaie. Ma noi lo abbiamo aspettato invano, se pure è da credere che lo abbiamo aspettato.
—Io l'ho aspettato;—rispose Fiordispina.
—Ebbene?… non è venuto. E che pensi di lui!
—Che non avrà potuto.
—Ma almeno poteva farsi vivo con una lettera. Ha egli mai scritto, dal giorno che è partito da noi?