—E che doveva anzi sposare un'altra donna?—ripigliò il vecchio Guerri.—Che a quest'ora l'avrà sposata, e che può essere già andato a fare il suo viaggio di nozze?…—
Fiordispina impallidì e vacillò. Quel povero padre, intimorito, si cacciò avanti per sostenerla. Ma era stato un turbamento momentaneo, e la fanciulla già riprendeva padronanza di sè.
—No, non temere,—diss'ella, vedendo l'atto di suo padre.—Son forte, vedi, e posso ascoltare ogni più triste nuova. Come hai tu avuto questa? Da chi?—
Il signor Francesco narrò allora tutto ciò che aveva riferito Pellegrino, ritornando da Modena. Erano vecchie notizie, oramai; nè altro aveva egli cercato di sapere.
—Mi permetti di non credere?—disse Fiordispina.—Oh, perdonami, babbo! Non a te, sai? non a te, ma alle ciarle volgari che Pellegrino ha raccattate per via. Quanta gente onesta non è stata mal giudicata, ed anche condannata, per le ciarle del volgo? Non credo a queste; non credo;—ripetè la fanciulla;—non voglio credere. Sarebbe una cosa infame! Il conte Gino Malatesti non è capace di una slealtà come questa.
—Avremo nuovi ragguagli, e ti persuaderanno;—rispose il vecchio.
—No, padre, no, non cercar nulla. Aspettiamo. Io aspetto;—disse la fanciulla, con calma risolutezza di accento.—Ti dispiace tanto che la tua figliuola invecchi nella casa dove è nata? La casa non fa paura a me; mal per male, è questo il minore, ed avrà le sue consolazioni nell'amore di tutti voi. Dicono che le vecchie zitelle son cattive e noiose. Anche questa è una delle menzogne che tanti ripetono, pensando di essere molto arguti, e che tutti gli altri credono, per risparmiare la noia di osservare essi medesimi la verità delle cose. In che la mia buona zia Angelica, rimasta a governare la casa, è meno graziosa meno amorevole di un'altra donna? della zia Olimpia, per esempio? Ed anche la zia Angelica, la mia seconda madre, avrà bisogno di chi l'aiuti un giorno e la liberi da una parte di cure. Poi, senti, babbo; mi viene in mente che noi non somigliamo a tanti altri, e questo pensiero, in un giorno di afflizione, ha pure la sua importanza e la sua gloria. Iddio ci ha fatti sani e forti, perchè potessimo anche soffrire più nobilmente degli altri. Quante volte non l'ho io udito da te? I Guerri sono come il vecchio Cimone, alle cui falde han messo radice. I venti e le nevi lo flagellano, le pioggie e i soli alterni fanno prova di sgretolarlo, i fulmini lo segnano dei loro solchi profondi, ed egli è sempre là, da migliaia d'anni, immutato e immutabile.—
Il vecchio Guerri asciugò una lagrima, e strinse al seno la sua forte figliuola.
—Che dirò io a tuo cugino?—chiese egli poscia.—Una bugia pietosa?
—No, padre, la verità;—rispose Fiordispina.—La verità, quando si può dirla, ha un accento che persuade, e piace per la sua semplicità anche quando non ci è grato di udirla. Infine, essa non offende nessuno, e il nostro cugino Ruggero non potrà ritenersi offeso da noi, quando tu gli avrai detto sinceramente che io ero…. che sono ancora fidanzata ad un altro. Se il conte Gino Malatesti ha da ritornare, la mia fede è impegnata con lui. Se non ritornerà…—conchiuse la fanciulla, vincendo a fatica la sua commozione,—Ruggero Guerri, nostro parente, non deve accettar egli i rifiuti di nessuno.