—Come?—esclamò il vecchio Guerri.—Ti decideresti ad andare… laggiù?

—Laggiù come in ogni altro luogo;—replicò Fiordispina.—Non siamo mica proibiti, a Modena. Nè io ho da vergognarmi di nulla, o da temere di veder chi si sia.

—Ebbene,—disse il signor Francesco,—allora decidi tu. Si ha da risponder sì all'invito dei nostri parenti?

—Io, allo stato delle cose e per non aver aria di gente ostinata, risponderei sì;—disse Fiordispina.—E tu, babbo?—

Il vecchio Guerri meditò ancora un istante il suo «chi sa?»; vide nella risoluzione di sua figlia un principio di mutamento felice, e conchiuse:

—Andiamo dunque a Modena e raduniamo ad una tavola tutta la progenie dei Guerri.—

Quando la cosa giunse all'orecchio di Don Pietro, il bravo prevosto delle Vaie rimase a dirittura di sasso. Ma da queste pietrificazioni dello stupore si rinviene poi sempre, ne rinvenne anche Don Pietro, restandogli tuttavia in corpo una grande curiosità.

—Figliuola mia, che novità è questa?—domandò egli a Fiordispina, appena ebbe occasione di parlare da solo a sola con lei.—Perchè questa risoluzione di andare a Modena?

—Un invito formale, e già ripetuto più volte da due parti;—rispose la fanciulla.—Non gliel'ha già detto mio padre?

—Sì, capisco l'invito;—disse Don Pietro;—ma non capisco egualmente l'accettazione.