Guardava intanto suo marito, quella diavola di contessa, così giovane e già così diavola! Gino si era fatto bianco nel viso, come un cencio lavato. Balbettò poche parole, che nessuno intese, poi si volse all'uscio del palchetto, barcollando.
—Che hai?—gridò Emilio Landi, cercando di trattenerlo..
—Nulla, nulla; un semplice capogiro. Prendo un po' d'aria nel corridoio.
—Lesarini, Landi, seguite mio marito;—disse la contessa.—Sorreggetelo, che non caschi. Ah, ah! Venuto a tempo, questo capogiro!—
E rise, la bella signora. Poi, volgendosi dall'altra parte, puntò il cannocchiale verso la sconosciuta, non più sconosciuta, che in quel momento si ritirava anch'essa in fondo al suo palco.
—Scena doppia, a quel che sembra!—mormorò la signora.
—Che dite, contessa?—domandò il De Wincsel, udendo il suono, ma non cogliendo il senso delle parole.
—Nulla, barone. Guardavo una ragazza, che il Landi mi diceva tanto bella.
—Dove?
—Laggiù, al numero quindici. Ma ora non è più in vista. Voi per altro non avete perduto nulla. È un tipo di contadina.