—No, grazie, non ne ho bisogno;—disse Fiordispina, scuotendosi.—Non ho più nulla.—
Ma il pallore ond'era coperto il suo viso, contrastava con le parole.
—Andiamo;—ripigliò essa, tuttavia, sforzandosi di sorridere.—Vediamo Aminta. Dov'è?
—Per di qua, signori, per di qua!—disse l'infermiere, guidando i visitatori.
E giunto davanti al numero 151, entrò nella stretta, per dare la buona novella al volontario Guerri.
—Sono arrivati i suoi, sono arrivati;—gli disse.—Ora non sarà più triste, non soffrirà più d'impazienza.
E si ritirò, vedendo sorridere Aminta; si ritirò, per lasciare il passo libero ai parenti del ferito.
—Babbo…. sorella…. zia….—balbettò Aminta, commosso.—Vi ho qui, finalmente?
—Vai meglio, non è vero?
—Sì, molto meglio. Anzi, mi pare d'esser guarito, ora. Per altro, vedete? non posso abbracciarvi.