—Nel cappotto no;—rispose Gino.
—Allora qui, sotto il vostro guanciale?
—No;—disse Gino, mentre i suoi occhi si volgevano a guardare Don
Pietro.
—A lui?—ripigliò il dottore, vedendo quella guardata.—Ma il vostro amico l'ha letta.—
Lo sguardo di Gino non si spiccava più dalla faccia di Don Pietro.
—Che debbo farne?—chiese a sua volta il vecchio prete.—Mostrarla, forse…. ad altre persone?
—Sì;—rispose il ferito.
E nello sguardo gli brillava la contentezza di essere stato capito.
—Bene!—replicò Don Pietro.—Il primo a leggerla sarà il signor
Francesco Guerri. Ma sappiate, mio Gino, che non sarebbe necessario.
Tutto ciò che è avvenuto era stato inteso per il suo verso, e niente,
si è mutato per voi alle Vaie, dal giorno che voi ne siete partito.
M'intendete? niente mutato, e tutti amici vostri, come prima.—
Il medico, tiratosi un po' indietro, accennò con gli occhi al prete. E questi, che intese la mimica, fece poche altre parole, poi si tolse di là, promettendo di ritornare tra poco. Anche il medico si mosse dopo di lui, e lo raggiunse quasi vicino al letto di Aminta.