—Qui più che altrove;—rispose ella.—Le faccende di casa son molte.
—E non bisogna dimenticare i bambini;—soggiunse l'ingegnere, che si era avvicinato in quel punto.—La signorina li ama assai, e fa scuola a tutti i ragazzi del vicinato.—
Quella signorina dai capegli bianchi come la neve, che amava molto i bambini, ed era rimasta a governar la casa di suo padre, scambio di prendere un marito che non avrebbe dovuto cercare, così bella come era stata sicuramente nella sua prima gioventù, e come appariva tuttavia, ad onta de' suoi otto lustri, quella signorina, dico, fece sull'animo mio una profonda impressione.
E non essa soltanto, ma ogni cosa ed ogni persona, in quella casa tanto ospitale, eppure tanto malinconica: i cui abitatori vi destavano tanta simpatia, e vi gelavano le parole in bocca, quando cercavate di esprimerla.
Durante il pranzo si ragionò di varie cose, ma parlò quasi sempre l'ingegnere, dando notizie di Modena, e venendo a discorrer poi di opere pubbliche. L'ottuagenario prese la parte maggiore alla conversazione, ma non si scaldò un tantino che quando si cadde sulla politica. Dio buono, anche in montagna? Sì, lettori garbati, più in montagna che altrove. E con che ardore, lassù! In fede mia, se i nostri uomini politici sapessero da che altezze son sempre osservati, e alle volte giudicati, tremerebbero senz'altro. Ma essi ordinariamente non badano che alla opinione delle grandi città, spesso ristretta ad un battibecco di cinque o sei giornali, mentre il grosso della popolazione pensa a far fortuna, o a darsi bel tempo, o a tutt'e due le cose insieme, volgendo agli uomini politici un'occhiata stracca, e solamente nelle grandi occasioni, attraverso la prosetta rachitica dei sunti parlamentari. In quelle alte solitudini, in quelle paci campestri, gli uomini politici son forse stimati più grandi del vero; per contro, si domanda loro di più. E come sono flagellati a sangue, quando perdono il tempo in chiacchiere! come sono profondamente odiati, quando fanno il male, scambio del bene che si aspettava da loro!
Ripeto: se sapessero come son giudicati, tremerebbero. E se vi pare che questo verbo disdica ad uomini politici, mettiamone pure un altro; diciamo che si vergognerebbero di tanta miseria, di tanta povertà d'ideali, e quind'innanzi ad ogni loro atto andrebbe compagno il pensiero: che cosa ne diranno quei di lassù? Fortunatamente gli uomini politici non sanno nulla di questi severi giudizi, e possono seguire, senza timori e senza sospetti, le loro modestissime inclinazioni. E gli abitanti della pianura, i beati cultori dell'aurea mediocrità, respirano liberamente, pensando che non ci sono più grand'uomini, che non ci sono più eroi, per escire di riga, per guastare la bella armonia del concerto.
Io, come il lettore s'immagina, durai gran fatica a sostenere quella conversazione. Politica, santi Numi! Politica lassù? Mi ero posto in guardia; sapevo poco di ciò che si faceva nelle alte sfere; non conoscevo personalmente nessuno degli uomini che giudicava dall'alto il mio ospite. Egli potè credermi, magari Dio, più sciocco del vero, e alieno per trista elezione dalle cose della patria. A mala pena mi venne fatto di trovare la gretola, scappai fuori, cercando di tirare il discorso sui monti, sulla loro formazione, sulla loro emersione, sui fatti geologici e meteorologici che li avevano condotti alla forma presente, e su tante altre cose affini, egualmente importanti, sperando di esser preso anch'io per un fossile, anteriore al periodo glaciale.
Avrei potuto parlare di letteratura, argomento che oramai è da tutti, grazie all'assiduo lavoro della critica spicciola, che c'istruisce per due soldi la settimana, e ci fornisce anche, bontà sua, il lume a mano, per iscoprire le più riposte bellezze dei capilavori moderni. Ma le poche parole ch'ebbi occasione di farne con la figliuola del mio ospite, mi persuasero che neppur quello era argomento per me. La signorina aveva buon giudizio; ma domandava troppo all'arte nuova, e più assai ch'ella non possa dare, costretta com'è dalle esigenze del gusto presente, e più proclive a secondarle che non sia adattata a combatterle. Figuratevi! Le domandava di riaccostarsi alle forme antiche; di seguire la tradizione paesana; di aver presente questa teorica barbogia, che il pensiero è un fiore delicato, il quale non nasce su tutti i margini di strada, e vuol essere educato con ogni cura nei giardini, e presentato come una maraviglia alle genti. No, no, niente letteratura! Geologia, piuttosto, geologia e paleontologia, dove i vecchi strati delle rocce e le antiche specie organiche si studiano bensì, ma sotto l'aspetto della classificazione, senza obbligo di abbracciar sempre un partito.
Il pranzo era stato servito con abbondanza montanara, quasi feudale. La cacciagione e il pesce di fiume avevano fornita la mensa. Dei vini non si parla neanche: il lambrusco, il trebbiano, il vin santo, erano a dirittura eccellenti. Pure, non venni a capo di esilararmi un tantino; anch'io, come le trote del mio ospite, era un pesce fuor d'acqua.
L'ingegnere, quando ci fummo tutti ritirati nelle nostre camere, mi prese in disparte e mi disse: