—E stava per l'appunto vivendo cogli antichi, quando noi siamo venuti a disturbarla.

—No, per il momento facevo dell'altro; cercavo qualche notizia in questo Dizionario storico e geografico del Ducato. Desidero di conoscere questi paeselli di montagna, per fare qualche passeggiata.

—Ottima cosa, poichè si è in campagna;—disse il commissario.—E qui ci ha una bella prospettiva?

—Ne giudichi Lei, signor commissario. Si affacci pure alla finestra.
Vedrà molto verde.—

Il signor commissario si degnò di andare alla finestra, e di metter fuori il suo naso.

—Sì, veramente, molto verde;—diss'egli ridendo.—Nient'altro che verde.—

Gino, frattanto, si sentiva cacciar tra le dita qualche cosa, come una lettera, o un foglio di carta ripiegato.

Si volse a guardare il compagno del commissario, l'inferiore di grado, il semplice applicato, e vide ne' suoi occhi un lampo, un cenno d'intelligenza, una raccomandazione muta. Poi quel lampo si estinse; il cenno e la raccomandazione si smarrirono nella tinta scialba della sua faccia marmorea.

Il giovanotto ebbe a mala pena il tempo di far scorrere in tasca il foglio di carta, perchè il signor commissario si era già ritirato dal vano della finestra, per rivolgersi a lui.

—Del resto,—disse l'oratore del governo ducale, dopo aver data una guardatina in giro,—Ella è abbastanza bene, in questa cameretta.