—Vedere e non toccare, bambini; almeno per ora;—disse Gisella.—Ma che cosa vedo, signor Vittorio? che cosa vi ho raccomandato ancora ieri mattina?—
Il ragazzo si fece rosso in volto come una fragola, e scappò via lesto lesto. Due minuti dopo ritornava con la faccia umida, ma, a Dio piacendo, abbastanza pulita.
—Va bene, così; la faccia ha da esser sempre netta e tersa come uno specchio, mi capite?—riprese la signora, mescolando gli ammonimenti alle lodi.—Prendete esempio dalla vostra sorellina, che è sempre così linda.
—Ah, non tanto, signora, non tanto!—esclamò Biancolina.
—Eh, dico in paragone di suo fratello;—rispose Gisella.—Del resto, a quell’età non si può e non si deve pretender troppo. L’essenziale è di non lasciar mancare gli avvertimenti. Che cosa avete preparato, Biancolina?
—Le uova fresche, il latte, il burro, tutto quel poco che abbiamo.
—E il resto l’ho portato io, compreso il caffè fresco e lo zucchero. Ora a noi; il fuoco è già acceso, come vedo. Signor Maurizio aiutatemi. Prendete il latte; è laggiù nella madia, in quel mastello coperto; e riempitene il bricco che è là sulla cappa del cammino. Il più grande, intendiamoci; l’altro lo metterete al fuoco, dopo averlo riempito d’acqua. No, no, Biancolina, state lì, voi;—soggiunse Gisella, non permettendo che la convalescente si occupasse di nulla.—Vogliamo far tutto noi altri.—
Maurizio era entrato con molta gravità, ed anche con bastante intelligenza, nelle sue funzioni di sottocuoco. Gisella, frattanto, con la diligenza e la sveltezza delle buone massaie, apparecchiava la tavola. Sapeva, o indovinava, dove fosse ogni cosa. Presa una tovaglia, la spiegava e la stendeva sul piano, mettendovi poi su i tovagliuoli, rozzi come la tovaglia, ma bianchi e freschi di bucato com’essa. Poscia accanto ai tovagliuoli dispose piatti e bicchieri, aggiungendo i panini che aveva portati con sè.
—Ho fatto bene a largheggiare nel numero,—diss’ella, lodandosi un poco.—Presentivo ancor io che avremmo avuto una bocca di più. Ora alle posate; saran qui nel cassetto. Bene, è anche qui il pan bigio, che mi piace tanto. Lo faremo a fette, per istenderci il miele. A voi, Maurizio; un coltello, e apritemi questa secchiolina.
—Non farò schizzare il miele?—domandò Maurizio, introducendo la punta del coltello sotto l’orlo del coperchio.