—Gratitudine! di che?
—Di aver pagato ad un padrone esoso il semestre di quella povera gente laggiù.
—Io?...—balbettò Maurizio, confuso.
—Sì, ditemi ancora che non è vero.
—E non lo negherò. Ma come lo sapete voi?
—Ah!—gridò ella, battendo allegramente le palme.—Non lo sapevo, quantunque mi paresse di averlo indovinato; non lo sapevo ancora, e adesso lo so. Già, non potevate essere che voi; ed io quasi mi vergogno di essere stata in dubbio un momento. Figuratevi, l’altro giorno ero andata in paese.... sperando anche un pochettino d’incontrarvi; ma siamo giusti, non ero scesa per voi; volevo vedere il signor Pinaia, indegnissimo proprietario del Martinetto, e probabilmente di questo bel nido nel verde; volevo vederlo, dico, per ottener da lui che aspettasse ancora qualche settimana a rientrare nel suo avere. Il povero Feraudi, gli soggiungevo, avrebbe venduta la sua ultima mucca, per soddisfarlo. Non occorre, mi rispose il Pinaia, sono stato pagato; serbi la mucca per un altro semestre, se non riuscirà neanche allora ad avere la somma necessaria. Ora, vedete, signor Maurizio, quella povera gente s’immagina che sia stata io, la benefattrice, ed io non posso lasciarle credere quel che non è; vi chiedo dunque il permesso di dire chi è stato.
—No, non ve lo posso concedere.
—E se me lo prendessi.... per caso, non mi guardereste più in viso?
—No, vi scongiuro, non dite nulla. Più tardi, se mai; ci sarà sempre tempo. I ringraziamenti mi opprimono. Notate che quel giorno ero andato ancor io dal Pinaia coll’idea di ottenere una proroga. Il Pinaia mi rispose male, ed io allora, stizzito, pagai; ma invitandolo a non dire il mio nome.
—E non lo ha detto, signor Maurizio. «Sono stato pagato»; furono queste le sue precise parole, e non volle aggiungere di più. Dunque, signor Maurizio, voi siete stato tanto buono; e non mi dite che i ringraziamenti vi opprimono, perchè voglio esservi grata io, che avrei pagato tanto volentieri il signor Pinaia. Ma io non avevo quella somma; avrei dovuto domandarla, essendo en puissance de mari, e non potendo disporre di nulla, neanche del mio, senza farne richiesta, senza darne notizia. So bene che avrei ottenuto; ma per tante ragioni non mi piaceva di chiedere. Quante cose che una donna non può fare! E come sarei insorta, come mi sarei ribellata, quel giorno che voi siete partito da casa nostra! Perchè avevate ragione, Maurizio, e niente giustificava quella mala risposta.