—Come predica;—rispose Albertina.—È un dotto, ed è un santo,—

Maurizio non disse più altro. Quella sera gli mancò il coraggio di salire alla Balma. Sentiva bene che un gran rivale gli era stato suscitato; ma da chi? non forse da lui? e perchè darne colpa o merito ad altri? Egli, egli solo, aveva introdotto il gran nemico in casa. Che dolore, e che orrore! Egli amava più che mai quella donna; e quella donna era di Dio.

Andò alla Balma il giorno dopo, di mala voglia, soffrendo in ogni parte dell’esser suo, nè ben sapendo di che. Trovò la contessa al suo telaio di ricamo, pallida, cerea nel volto, ma calma. Il generale era di cattivo umore, e misurava a gran passi, in diagonale, gli ottanta e cento metri quadrati del vestibolo. Incominciava a temere gli effetti della vita sedentaria; voleva fare del moto: e per farlo, e per istizzirsi di non poterne fare abbastanza, sceglieva le ore che Gisella dedicava al riposo. A mala pena ebbe veduto comparire Maurizio, il passeggiatore si fermò, prendendo un’aria severa.

—Non vi abbiamo veduto, iersera; diss’egli, con accento di rimprovero.—E sareste stato così utile, per darci una mano! Si è dovuto mandare pel medico, capite? pel medico; e l’abbiamo avuto qui tutta la sera.—

Maurizio non ci vedeva già più.

—Ah!—gridò egli, prima che quell’altro finisse la sua invettiva.—Che è stato? Io non sapevo.... Se avessi immaginato....—

E si volgeva così dicendo a Gisella, di cui poc’anzi aveva notato il pallore. Ma per allora non discerneva più nulla, tanto era turbato; l’immagine della donna adorata gli veniva agli occhi confusa, come i pensieri alla mente, come le parole alle labbra.

—Cose di poco, signor Maurizio;—rispose ella placidamente.—Mal di stagione, e non valeva neanche la pena di parlarne. Non istò forse bene, ora?—soggiunse, volgendosi a suo marito, che aveva fatto un gesto di stizza.

—Che stagione mi andate voi stagionando?—gridò il generale.—Ma sì, dite bene,—ripigliò, mutando proposito,—è la stagione.... ecclesiastica; è la vostra quaresima, che il diavolo se la porti. Capirete, Maurizio; tutti i giorni in chiesa! Il fumo delle candele doveva bene un giorno o l’altro portare i suoi effetti deleterii. Ieri, poi, per compir l’opera, la nostra signora è stata fino al tocco senza prender niente; nè bevanda nè cibo.

—Quante volte non sono stata così!—rispose Gisella, sorridendo.