L’uomo si affeziona ai luoghi ove ha sofferto, forse con maggiore intensità d’affetto che non abbia pei luoghi di gioia; avviene infatti che si sperperi qualche parte di sè stessi nel piacere, mentre nel tormento pare che l’anima, racchiudendosi, si amplifichi e si raffini ed abbia maggior coscienza di sè, così che noi ci troviamo più chiari e più sensibili nei luoghi che hanno perpetuata una disperazione della nostra esistenza, anzichè in soggiorni di delizie, ove le maggiori volte l’anima nostra fu assente.

Quella casa era come la sintesi di tutti i triboli, in lei, ora per ora era segnata una continua persecuzione, metodica, quasi organizzata con finezze crudeli; la fame, la miseria, il tormento dell’avvenire, tutte le paure della morte, tutte le disperazioni dell’amore paterno e filiale, tutti gli affanni di precoci intelligenze, tutte le imprecazioni di una forza paterna insufficiente alla vita delle sue creature; l’istupidimento per il male, la follia per la miseria, ma pure l’anima vi era avvinta, l’anima vi era costretta da dolorose sensazioni sicchè ne scaturiva uno scoramento triste per l’abbandono, un muto dolore, una recondita vena di pianto nei silenzi del pensiero che parola non avrebbe manifestato mai.

L’antica lampada d’ottone arse appoggiata su di un boccale rovesciato in mezzo alla tavola, il lucignolo crepitò ed i visi scarni dei parenti si oscurarono e s’illuminarono a vicenda.

Il riso della vecchia Rosa era perenne e sotto quella luce opaca, parea scoprisse il teschio della magra creatura; ella stava con gli occhi socchiusi e il capo sulle braccia posate sul tavolo, sotto le palpebre luccicava un non so che di acquoso ed incerto; le mandibole per una lenta paralisi si muovevano come se continuamente frantumassero cibo e la pelle strisciava sulle ossa e stirandosi disegnava quasi la cavità orale. Maria aveva appoggiato il capo al muro, stava così in abbandono in un ardito scorcio perfetto. Il corsetto slacciato lasciava, oltre il collo, scorgere la linea bianca e pura del primo seno.

Gli uomini finirono il loro pasto; poi Michele si alzò e disse:

— Figli, è l’ora; la strada è lunga, fate presto.

Rispose ciascuno d’essi:

— Vengo — e si alzò lentamente.

Stettero in mezzo alla stanza per rammentare gli oggetti da prendere, ciascuno si caricò di un piccolo fardello e furono pronti.

Michele si rivolse alle donne, Rosa si era alzata, Maria no, parve non avesse inteso. Michele le disse: