Maria si scosse, strinse gli occhi, si raddrizzò e chiese improvvisamente con un impeto nella voce tremante:
— Mamma, dov’è il babbo?
Rosa si volse, tacque e un attimo il riso scomparve dalle sue labbra scarne e le mandibole cessarono di masticare, ma come permanenza tenue della follia, sussurrò una volta ancora:
— La cena.
Maria più forte, con maggior eccitazione, accostandosele chiese:
— Il babbo, il babbo, dov’è il babbo?
Rosa la guardò rizzandosi presso lei, stette un poco in silenzio, poi tese un braccio verso la porta e scosse il capo.
Fu un attimo nella sua mente, chè dopo gli atti incomposti la ripresero, ma nell’attimo, per le sue guancia scesero lagrime coscienti.
Maria intese, corse verso la porta, l’aprì, si sporse nel buio e gittò al vento il suo grido, reiteratamente, con energia inesausta:
— Babbo babbo babbo?