Era un gran senso di martirio in quella piccola anima incolta.

Avrebbe voluto che Nando avesse visto il disfarsi della sua persona; forse non gli sarebbe piaciuta e ciò le dava dolore ma egli l’aveva fatta diventar così, per pochi giorni di gioia.

Aspettò: passaron notti e giorni uguali, ore ed ore terribilmente simili, pensieri e pensieri gravi, insistenti; e l’inverno e il freddo, erano al di fuori, il vento e la neve, il buio ed il silenzio.

Un mondo triste, un mondo addormentato in un grande incantamento. Passò qualche urlo di lupo; sulle vette andavano ancora i lupi affamati, dagli occhi di fuoco, sulla neve se ne vedevano le orme; passavano vicino alle case. Una notte ella ne vide l’ombra dalla finestra. Era come un grande cane, fiutò, drizzò le orecchie, gironzolò annusando la terra e con mugolii cupi fuggì. Ella ne vide gli occhi sanguigni, accesi, ne sentì la violenza ed il terrore ed ebbe un’ora di spavento.

A volte passavano altissimi, stormi di uccelli, ciò avveniva specialmente sul far della sera; passava un’ombra fra le due immensità bianche, un’ombra alta che vedeva altre terre e migrava verso il sole.

E in tutti i crepuscoli si udivan le campane della chiesa, quella dell’alba era dolce ed esile e batteva pochi tocchi sensibili nella gran calma; la sera eran tre campane che ondavano a stormo e si intrecciavano in ritmo uguale e grave; l’alba, una breve voce di bimbo: la sera, il grido della stanca umanità.

E nulla più manifestamente animava quel mondo, ella ne conosceva così tutti gli aspetti, sapeva da quanti echi era ripercossa la campanella dell’alba ed anche quanti tocchi battevano quelle della sera; tutto le era palese e nulla poteva giungerle nuovo per distrarla dal continuo pensiero suo, dalla sua tribolazione continua. Poche ore di sonno le davan pace.

Ascoltò il pulsare di un altro piccolo essere dentro le viscere sue e tutta l’anima le s’intenerì nella dolcezza di quel senso materno.

Trascorse tanto tempo ch’ella non seppe, non potè uscir di casa mai chè non si sentiva bene e le gambe non l’avrebber portata fino a valle; Nando non era venuto, ma il tempo era stato pessimo sempre e questo forse aveva impedito ch’egli salisse da lei. Ancora l’anima buona non era disillusa.

E un giorno capitò, dopo un mese forse, Maddalena del Bosco; essa entrò con un’aria un po’ stanca e pietosa e si appressò a Maria guardandola come se la volesse proteggere e salvare. Teneva il capo inclinato sulla spalla lievemente e la voce sua fu strascicata e sommessa quasi parlasse ad ud moribondo.