Guarda il bovaro come canta all’alba quando esce co’ buoi, e come canta sulla sera al ritorno.

Invero se tornerai bestemmiando avrai aperta in tuo cuore una voragine.


Una rana che gracida su di una foglia nell’acqua e guarda un tramonto, anima di sè stessa la palude, ed è pure piccolissima cosa.


Tu stesso intreccia i vimini per comporre la zana al tuo nascituro. Non altra mano compia l’opera, chè a volte per inesperienza potrebbe tramezzarvi un rovo.


Quando la campana griderà per il turbine, non ti distendere prono sulla terra, ma drizza la fronte ai cieli.