Mea ubbidì. Quando fu per ritornare, sulla porta della stalla era Mirello ad aspettarla. Ella lo guardò in viso, fiera, con isfida.

— Cosa volete? Lasciatemi passare.

— Tu devi udirmi prima.

— Cosa volete?

— Voglio, voglio, tu lo sai cosa voglio. Come te lo debbo dire? Vuoi ch’io mi spezzi la testa sui muri? Vuoi ch’io mi uccida? Ch’io sfidi la galera? Dimmelo. Sono come un morto, non vedi? Non posso quasi respirare. Mea, per l’amore del tuo Dio, per la gloria di tutte le anime che ami, dimmi di sì.

Ella rispose tagliente come un ferro:

— Perchè mi seccate?

— Ah! ti secco! Anche quando mi umilio, quando sono più timido delle tue pecore? Vuoi spingermi all’ultima disperazione?

— Chi vi teme?

— Bada, io ti ucciderò piuttosto che vederti sua!