Udì salmodiare, luccicaron molteplici fiaccole, caddero fiori: una vena presso il core, batteva, batteva, batteva.

Scivolò lentamente dalla pietra sulla terra, le gambe si stesero tanto che i piedi sfiorarono l’acqua.

Ancora un grido, ancora un riso lungo interminato scivolò negli azzurri. E le voci furono nel suo orecchio:

— Miseria canta, balla. Il trescone! Il trescone!

Lo tiravano, lo spingevano, lo punzecchiavano.

— Miseria, Miseria, Miseria...

Balbettò:

— Lasciatemi morire.

Poi chiuse gli occhi, ebbe una voluttà di sonno, una voluttà di pace.

Passavan tutte le cose buone: la sua donna, la sua bambina. Erano vestite di bianco, Francesca conduceva Mariella per mano. In qual paese? Non sapeva: — Dove andate? — Gli accennavano: Vieni vieni vieni. Gli pareva che ci fossero dei gigli, che ci fosser de’ pioppi alti e del sole. E si allontanavano ed egli non poteva seguirle.