Un pellegrinaggio (Impressioni)
Forse qualche frate misericorde avea eretto la croce sul culmine del monte.
Dicevan gli avi dai bianchi capelli ch’essa era stata sempre lassù, diritta sul monte, sicchè la sua origine ignota per memoria di popolo si perdeva nelle tenebre. Nessuno pensava di dirne alcuna cosa, essa era come il monte di granito; l’uomo vi passa e si umilia, chè il pensiero dei semplici si chiude come il corso del sole fra due limiti insuperabili: ciò che è, è per forza di Dio, ed è stato in eterno.
E sulle albe, sui tramonti, quando le campane annunziavano dai culmini o dalle valli, l’evolversi della vita fra due confini, chiunque fosse sul monte al lavoro, chè molti prima della luce aravan già la terra sotto il propiziare di qualche stella; chiunque fosse nelle valli, nell’ombre umide del profondo e vedesse nel cielo erigersi la croce, curvava il capo scoperto, benedicendo.
Così i giovani, forti del loro sangue novo, forti della prima vita tutta di vincoli d’amore, sì per la donna, come per l’ultimo stelo dei campi; così i vecchi curvi e tremanti, più lontani dai cieli del pensiero, e più prossimi alla pace che la terra, aprendosi benevolmente, avrebbe data loro.
Era quello il monte più prossimo al cielo, brullo, grigio per mille macigni ammonticchiati; una strada che saliva serpeggiando rompeva sola con una nota bianca e stridente l’uniformità grigia del granito. Ma tutt’intorno eran altri monti verdi per ricche vegetazioni, coperti di selve di castagni e di quercioli sulle cime, più bassi erano ulivi e vigneti.
La valle che si apriva al sol di levante, accoglieva la maggior parte delle case, le altre eran sparse sulle chine, o nascoste da macchie d’alberi, o bianche serenamente fra il verde.
Viveva là una tribù, una specie di tribù primitiva, semplice e rude.
Lontanamente nei secoli, qualche orda raminga, sedotta dalla fertilità del luogo, sostò ivi e presavi di poi dimora con largo intendimento gettò il primo seme.
E siccome la terra dette grande messe e dai solchi appena smossi, verzicando rigoglioso il grano empì la valle, con l’amore della terra, crebbe l’amore fra gli uomini e il numero esiguo lentamente si moltiplicò nel trascorrere del tempo.