Ancora nella folla si mantenne il silenzio. Frattanto la campana pulsava affannosamente nel respiro reiterato del grido, ma le voci unite, più vibranti salivano, vincendo il suo strazio.

«Cum Angelis et pueris fideles inveniamur.....»

...... triumphatori mortis, clamantes.....

Sorridevan lontanissime le nubi bianche nel sole.

«Hosanna in excelsis....»

La turba ebbe un fremito, si approssimavano le voci, il sacramento; la campana gridava stordendo, nell’alto, negli abissi.

Un turbamento, una passione, un martirio sottilmente s’infiltrava, scuotendo tutte le fibre. Non furon più mille anime, fu un’anima sola, grande, implorante e addolorata. Ella si accasciò, si torse, ebbe un’impeto convulso, sicchè nel murmure che lentamente si accrebbe, quasi acqua in rovina, improvviso, gagliardo, irruente sorse un grido, più alto di un fragorio di acciaio infranto.

«Hosanna in excelsis..... Hosanna!»

I cantori si avvicinarono; precedette un giovanetto. Era egli biondo e gentile, aveva in sè qualcosa di soave, come le nubi di fumo che lanciò dal turribolo, orando; e dopo lui, molti passarono in bianche stole, finchè il vecchio parroco ricurvo, alte le mani reggenti il simbolo di Dio, si fermò presso la folla..

Egli si rivolse, fece l’atto del benedire e mormorò: