— Per ciò che mi avete fatto.

Il vecchio alzò una spalla.

— Nulla Malusa, volevate che vi avessi lasciato morire?

Ella si tacque (nella sua semplicità, non seppe trovar altro) mormorò fra le labbra una preghiera per raccomandare a Dio, a costo della sua vita, quell’anima d’uomo che le aveva fatto del bene.

Il bagherino passava velocemente sotto al sole, i pochi uomini che si trovaron sulla via, si volsero a riguardare con istupore. Qualcuno pensò: — Forse Innocenzo l’avrà colta mentre rubava e la porterà in prigione. E qualche altro: — Innocenzo è vicino alla morte. — Tant’era ritenuta malefica la vicinanza di Malusa.

Presso un gruppo di case il cavallo s’impennò per l’ombra di una veste scarlatta stesa al sole e siccome la via era selciata in quel punto, gli zoccoli ferrati scalpitarono sordamente. Molte donne accorsero sugli usci. Improvvisamente dalla siepe sbucò un piccolo fanciullo e corse in mezzo alla via. La bestia cieca dall’ira gli fu sopra. Un aspro grido di orrore si levò, ma le salde braccia del vecchio attorte alle redini, vigorosamente in un urto violento atterrarono il cavallo. Il bambino era salvo.

Fu allora che le donne si avvicinarono irate.

— Strega strega!

— Ti farà morire, è la strega, non la conosci?

La madre del bambino, una piccola donna gialla e biliosa, si accostò con gli occhi luminosi e le labbra livide che mostravano i denti. Gridò tendendo le mani: