— Ammazzala!
Innocenzo scese e poi ch’ebbe fatto rialzare il cavallo, si volse alla donna e:
— Che vi ha fatto di male?
Urlarono le più prossime:
— È la strega, voleva uccidere il bambino.
Innocenzo salì, riprese le redini. Disse poi:
— Siete pazze; ella non ne ha nessuna colpa. — Dette l’avvio e ripartì.
Le voci tacquero e la calma strana del pomeriggio d’agosto stette come un peso su tutte le cose.
Malusa non si era smossa dalla sua primitiva positura, rannicchiata in un angolo del bagherino aveva ascoltato tutti i vituperi con rassegnazione. Anche se avesse visto un mazzapicchio alto sul suo capo, non avrebbe fatto atto alcuno di salvamento, avrebbe bensì stretti gli occhi aspettando la morte.
Innocenzo aveva visto tutta la sua miseria. Ella si doleva in sè stessa nella convinzione d’aver procurato quel male.