[9]. Mem. IV, 8, 2; e Phaed. 58 A e seg.

[10]. Vedi la bella discussione del Critone p. 46 C, 48 B, e segnatamente p. 47 C. καὶ περὶ τῶν δικαίον — ἣ ουδέν ἐστὶ τοῦτο; e p. 48 A, nel quale luogo bisogna sempre fare astrazione della differenza troppo accentuata che v'è posta fra l'opinione ed il sapere, ch'è di carattere platonico.

[11]. Cfr. le formule: εἰ ταύτῃ τοῖς θεοῖς φίλον, ταύτῃ ἔστο Crit. 43 D; τοῦτο μεν ἲτο ὅπῃ το θεῶ φίλον, Apol. 19 A, ἁναγκαῖον ἑδόκει εἶναι τό τοῦ θεοῦ περὶ πλείστου ποιεῖσθαι, ibid. 21 E. Quanto al Grate, che attribuisce a Socrate, op. cit., p. 654 e seg., un proposito troppo dichiarato di affrontare la morte nell'interesse dei suoi principi, ed a conferma delle sue opinioni, vedi le giustissime osservazioni in contrario dello Zeller, op. cit., p. 133.

[12]. Intorno a questo periodo molto oscuro e complicato della storia ateniese, cfr. Curtius, op. cit., vol. III, pp. 53-118.

[13]. Sul carattere di questa reazione religiosa, cfr. specialmente il Roscher: Leben des Thukydides, p. 215 e seg.

[14]. È inutile accennare tutti i giudizi, più o meno patetici, degli antichi retori e degli umanitari moderni, perchè nè gli uni, nè gli altri sono stati in grado d'intendere le ragioni storiche di quel complicato avvenimento.

[15]. Il Fréret è stato il primo che nelle sue: Observations sur les causes et sur quelques circostances de la condamnation de Socrate, ved. Mém, de l'Académie des Inscriptions, vol. 47, p. 217 e seg., abbia cercato di indagare, dal punto di vista storico e giuridico, le ragioni e lo sviluppo di quel processo.

[16]. Vedi su molte di queste opinioni, riprodotte anche in libri recenti, lo Zeller, op. cit., p. 140, n. 5ª.

[17]. Questo contrasto è stato per la prima volta rilevato dall'Hegel: Geschichte der Philosophie, vol. II, pp. 81-105, con vivacità di colorito e con una certa precisione storica; ma è stato poi tanto esagerato dal Rötscher: Aristophanes und sein Zeitalter, pp. 247-271, che, guadagnando molto in estetica efficacia, ha perduto interamente il carattere di una determinazione storica.

[18]. Questa giustificazione è l'intento del libro del Forchhammer: Die Athener und Sokrates, Die Gesetzlichen und der Revolutionär, Berlin, 1837, nel quale non sai se hai più ad ammirare l'ostinazione fanatica in un falso concetto, o la derisione d'ogni criterio storico. Delle molte monografie, cui ha dato occasione lo scritto del Forchhammer, non c'è riuscito di procurarcene alcuna. Quella dell'olandese Limburg Brouwer; Apologia Socratis contra Meleti redivivi calumniam, Groning, 1838, tanto lodata dallo Stallbaun, v. proleg. ad Apol. Plat. ediz. IV, è considerata dallo Zeller, op. cit., p. 152, n. 2ª, come un lavoro superficiale.