[29]. Sen. Mem. IV, 6, 10, e cfr. I, I, 16. Il concetto del coraggio costituisce l'argomento del Lachete, il quale, se anche non appartenesse a Platone come vuole lo Schaarschmidt: Die Sammlung der platonischen Schriften, p. 406 e seg., contiene ad ogni modo lo sviluppo dialettico di un pensiero socratico.

[30]. Plat. Apol. 33 A: ἐγὼ δὲ διδάσκαλος μὲν οὐδενὸσ πώποτ' ἐγενόμην.

[31]. Platone, Symp. p. 215 A e seg.

[32]. Platone, Prolog. 335 D-326 C, e le note dei commentatori. Alleghiamo questo luogo solo come testimonianza storica, prescindendo dai giudizii che Platone fa pronunziare a Protagora. Cfr. Schoemann: Griechische Altertümer, vol. I, p. 518 e seg., ed. 2ª, ed Herdmann: Griechische Privatalterthümer, 2ª ed., § 34 e seg. con le autorità ivi addotte; e vedi le note dei commentatori d'Aristofane Nub. v. 963-72 ed Equit. v. 188 e 992, e specialmente Th. Kock, nell'ed. di Weidmann, Berlino, 1862-67.

[33]. Vedi Curtius, op. cit., vol. II, p. 137.

[34]. Vedi il discorso che Tucidide fa pronunziare a Pericle, lib. II, § 37, e cfr. i luoghi addotti dallo Schoemann, op. cit., vol. I, p. 515-17.

[35]. P. e Mem. I, 2, 56, 57. 58; III, I, 4; IV, 6, 15, ecc. ecc. Nella citazione di Simonide presso Platone nel Protagora 339 A può anche ammettersi una reminiscenza socratica; cfr. Strümpell, Geschichte der praktischen Philosophie der Griechen, p. 52.

[36]. Potrebbe veramente addursi come testimonianza il Critone, p. 50 B; cfr. Alberti, op. cit, p. 45.

[37]. Questa impossibilità, già indistintamente accennata da questo o quello scrittore, è stata per la prima volta messa in chiaro dall'Hermann: De Socratis magistris et juvenili disciplina, Marburgi, 1837; e cfr dello stesso autore: Geschichte uad System der platonischen Philosophie, Heidelberg, 1839, lib. I, p. 50 e note 94-98; lib. II, p. 233 e seg.

[38]. Vedi queste false tradizioni raccolte dallo Zeller, op. cit., p. 41 e seg., e specialmente la succitata dissertazione dell'Hermann.