[39]. Vedi a questo proposito il succitato Zeller, p. 53 e seg. Il Lasaulx ripete senza scrupoli tutti i vecchi errori, op. cit., p. 6 e seg. Nè il Volquardson: Die Genesis des Sokrates, in Rhein. Museum, vol. XIX, p. 514 e seg., nè l'Alberti, op. cit., p. 41-55. son riusciti ad invalidare il risultato critico dell'Hermann, con tutti gli sforzi che hanno fatti per ristabilire la genesi della coscienza socratica.

[40]. La data della rappresentazione delle Nuvole risulta dall'ipotesi 5ª; ved. Kock: Einleitung in die Wolken, Berlin, 1862, § 24.

[41]. Socrate fu argomento di satira per molti comediografi, p. e. Ameipsia nel Conno, vedi Meineke: Frag. Com., I, p. 403 e seg.; Eupoli nei Bapti, vedi Fritzsche: Quaestiones Aristophaneae, e notatamente: De Socrate veterum Comicorum, pp. 99-297; e aggiungi la recentissima dissertazione del Peters: De Socrate qui est in Atticorum Antiqua Comoedia, Lipsiae, 1869. La stessa Apologia di Platone considera Aristofane come organo di una opinione più generale, perchè oltre a parlare sempre di πρῶτοι κατήγοροι come di quelli che avevano educato il popolo (παραλαμβάνοντεσ) ad una falsa opinione intorno a Socrate, quando passa a riassumere in forma di un'accusa le opinioni correnti, p. 19 C, soggiunge: τοιαύτη τίς ἐστι (ἡ γραφή) ταῦτα γὰρ ἑωρᾶτε καὶ αὐτοὶ ἐν τῇ Ἀριστοφάνους κωμωδιᾳ cfr. pag. 18 B.

[42]. Lo Zeller, op. cit., p. 143 e seg., ha raccolta e criticata una gran parte dei recenti giudizi su le Nuvole di Aristofane; ed il Köchly, op. cit., p. 233 e seg., ne ha, a nostro parere, meglio di qualunque altro critico, esposti i motivi e lo sviluppo. Di tutte le false opinioni, cui ha dato luogo la commedia di Aristofane, nessuna è tanto nociva allo spirito del Socratismo, quanto quella che fa supporre Socrate inteso nella sua prima età agli studi della filosofia naturale. E ci par strano veder ricomparire questa infondata opinione nell'ultimo libro del Brandis: Die Entwickelungen der griechischen Philosophie, Berlin, 1862, vol. I, p. 236.

[43]. L'opinione comune, che riporta la nascita di Senofonte all'anno 445 a. C. (o fino al 450 secondo la notizia di Stesiclide presso Laerzio, II, 56) è stata su le tracce del Cobet; Novae Lectiones (*) p. 535 dimostrata falsa dal Bergk: Philologus, vol. XVIII, p. 247, che fa discendere la data al 429 a. C. Questa opinione, che ha in suo favore l'esatta interpetrazione dell'Anabasi III, 1, 25, è stata seguita anche dal Curtius, op. cit., vol. III, p. 496, e nota alla p. 772; e dall'Alberti, op. cit., p. 8.

[44]. Zeller, op. cit., p. 46.

[45]. Metaph. XIII, 4: Σωκράτους δὲ περὶ τὰς ἠθικὰς ἀρετὰς πραγματευομένου, καὶ περὶ τούτων ὁρίζεσθαι καθόλου ζητοῦντος πρώτου.... εὐλόγως, ἑζήτει, τὸ τί ἐστι. Δύο γάρ ἐστιν ἅ τις ἄν ἀποδοίη Σωκράτει δικαίως, τούς τ'ἐπακτικοὺς λόγους καὶ τὸ ὁριζεσθαι καθόλου.

[46]. Mem. I, 1, 2 e 14; IV, 7, 6 ecc.

[47]. È l'Alberti, op. cit., p. 37 e seg., che principalmente ha insistito sul fondo storico del dialogo platonico, e che s'è tanto lambiccato il cervello per rimettere in onore l'antica opinione, che Socrate fosse stato discepolo di Archelao, senza venire a capo di provare qualche cosa.

[48]. Vedi la citata dissertazione dell'Hermann, p. 49; e dello stesso autore: Geschichte ecc., lib. II, p. 230.