[59]. Mem. I, 3, 2 e seg., e IV, 3, 17.
[60]. Mem. I, 1, 3.
[61]. Specialmente il Forchhammer nel citato libro ha cercato di mostrare, che i giudizi di Senofonte fossero parziali ed infondati.
[62]. Vedi più innanzi il cap. X, dove sono raccolti i luoghi a conferma di questa nostra opinione.
[63]. Zeller, che ha molto felicemente criticata questa falsa opinione, op. cit., pp. 73-75, non è poi riuscito a fuggire l'opposto errore.
[64]. Qui intendiamo parlare, tanto della missione che Socrate credea di dover adempiere, quanto della sua fede speciale nel δαιμόνιον. Intorno a questo secondo punto vedi lo Zeller, op. cit., pp. 61-70.
[65]. Quanto ad Eschilo, Pindaro e Sofocle vedi i citati libri del Buchholtz e del Dronke; più il Lübker: Die Sophokleische Theologie und Ethik, Kiel, 1853-55.
[66]. Questo speciale carattere della religione greca è stato molto vivamente rilevato dal Köchly nello scritto: Ueber Aeschylos' Prometheus, ristamp. nei Vorträge ecc., pp. 3-46.
[67]. In questo modo lo considera il Cousin: Fragments de philosophie ancienne, 2ª ediz., pp. 137-138, e cfr. dello stesso autore: Traduct. de Platon, vol. I, p. 55.
[68]. Questa opinione è del Roscher, op. cit., p. 273, nota 3; ma è stata contrastata: vedi specialmente Pfander: Euripides' Bakchen, Berlin, 1870, fasc. 1º, pp. 13 e 27.