[99]. Questo difetto è sommamente notevole nel lavoro del Ditges: Die epagogische Methode des Sokrates, Köln, 1864. Quell'autore trova confermata l'induzione socratica dall'autorità dei moderni scrittori di logica; vedi p. 13.
[100]. Come hanno fatto molti fra gli espositori.
[101]. In questa domanda è riposto l'interesse logico di Socrate.
[102]. L'autore di questo scritto raccoglie da molto tempo i materiali per una storia dell'Etica greca, che sarà esposta dal punto di vista della tradizione letteraria e dello svolgimento generale della coltura.
[103]. Vedi in generale Strümpell, op. cit., pp. 72-115, le cui opinioni, del resto, non sono per noi tutte accettabili.
[104]. L'autore di questo scritto ha cercato di mettere sott'occhi l'immagine completa del dialogo socratico, e s'è valso dei Memorabili di Senofonte e di alcuni degli scritti di Platone, facendo in questi astrazione dalla teoria delle idee; e non addurrà i passaggi perchè, se volesse farlo, dovrebbe copiare gl'interi libri. Anche molte delle cose dette innanzi su lo sviluppo storico della definizione, sebbene abbiano un colorito moderno, sono ricavate da Platone.
[105]. Vedi Steinthal: Geschichte der Sprachwissenschaft bei Griechen una Römern, p. 118.
[106]. Vedi questo pensiero espresso nel Phaedr., p. 263 A: Οταν τις ὄνομα εἴπῃ σιδήρου ᾔ ἀργύρου, ἆρ᾽ oὐ τὸ αὐτὸ πάντες διενοήθημεν; — Τί δ'ὅταν δικαίου ἤ ἀγαθου; οὐκ ἄλλος ἄλλῃ φέρεται, καὶ ἀμϕιοβητουμεν ἀλλήλοις τε καὶ ἡμιν αὐτοις.
[107]. Vedi questo pensiero espresso nell'Euthyphr., p. 7 C da περὶ τίνος — D πάντες nel qual luogo sono principalmente notevoli le parole: οὐ δυνάμενοι (gli uomini) ἐπὶ ίκανὴν κρίσιν αὐτων (cioè dei predicati etici) ἐλθειν ἐχθροι αλλήλοις γιγνόμεθα.
[108]. Noi risentiamo tuttora nella lettura di Senofonte e di Platone quello stato di incertezza, e rimaniamo sospesi fino alla fine del dialogo; se pure, come in molti casi avviene, la conclusione stessa del dialogo non è equivoca e dubbia. Fra tutte le esposizioni dei dialoghi platonici quelle del Bonitz riproducono, a nostro parere, con la maggiore lucidezza ed efficacia possibile, l'impaccio, le difficoltà, ed il travaglio dell'indagine socratica; vedi Platonische Studien, 1º e 2º fasc., Wien, 1858-60.