[199]. Mem., I, 5, 5; II, I, 19; IV, 5. 9.

[200]. Mem., IV, 6, 10-11; III, 9, 2.

[201]. Mem., IV, 4, 16.

[202]. L'Allihn: Die Grundlehren der Ethik, p. 277, vuol trovare i primi germi della valutazione incondizionata nella dottrina socratica. Noi non sappiamo seguire la sua opinione, la quale del resto è espressa con molta sobrietà.

[203]. Aristot. Eth. Nicom., VI, 13, 5: Σωκράτης μὲν οὖν λόγους τὰς ἀρετὰς ᾤετο εἶναι ἐπιστήμας γὰρ εἶναι πάσας ήμεῖς δὲ μετὰ λόγου; cfr. Eth. Eud., I, 5: διόπερ εζήτει τί ἐστιν ἀρετή, ἀλλ'οῦ πῶς γίνεται και ἐκ τίνων.

[204]. Mem., II, 6, 39: ὃσαι δ'εν ανθρώπις ἀρεται λέγονται, σκοπούμενος εύρήσεις πάσας μαθήαει τε καὶ μελέτη αυξανομένας.

[205]. Mem., III, 9, I. E in un altro luogo le convinzioni religiose sono considerate come eccitamento alla virtù, I, 4, 19.

[206]. Vedi Hartenstein: De psychologiae vulgaris origine ab Aristotele repetenda; e lo stesso: Ueber den wissenschaftlichen Werth der Ethik des Aristoteles, ristampato nelle Historisch-philosophische Abhandlungen dello stesso autore, Leipzig, 1870, pp. 107-127, 240-305.

[207]. Specialmente il Dissen nel citato scritto, p. 59-88.

[208]. Questa opinione è stata indirettamente favorita dallo Schleiermacher o. c. 290 e seg. e poi messa tanto in onore dal Brandis, che per molti anni ha esercitato la critica dei filosofi e dei filologi. Il Brandis dal suo primo lavoro (Rhein, Museum, 1837) fino all'ultima storia che ha scritto della Filosofia greca (Die Entwickelungen ecc., 1862) non si è potuto mai liberare da una falsa valutazione della testimonianza di Senofonte. Uno dei più dichiarati avversari del Socrate senofonteo è il Ribbing, vedi: Genetische Darstellung der platonischen Ideenlehre, Leipzig, 1863, p. 40 e seg., dove l'autore si sforza di redarguire d'inconseguenza tutti gli altri espositori del Socratismo. Noi qui osserviamo che la critica storica non si può fare coi postulati alla mano, e che non sappiamo vedere col Ribbing nel Socrate senofonteo l'espressione sistematica dell'immoralità. Cfr. dello stesso autore: Om Sokrates. Upsala, 1846, e spec. p. 43 e seg. il quale libro non abbiamo potuto bene esaminare, per esserci arrivato troppo tardi.