[229]. Mem., I, 1, 19..... ἡγεῖτο πάντα μὲν θεοὺς εὶδέναι..... I, 3, 3. οὔτε τοῖς δεοῖς ἔφη καλῶς ἔχειν I, 4, 11 e seg. ove si discute della provvidenza delta divinità (οἱ δεοί); e IV, 3, 3. In altri luoghi, è adoperato semplicemente δεός I, 4, 13, 17; IV, 3, 6; e δεοἶν I, 4, 18.

[230]. Mem., I, 1, 2 e seguenti e conf. IV, 3, 16.

[231]. Mem., I, 4, 5: ὁ ἐξ ἀρχῆς ποιῶν. id. 17: ἔοικε ταῦτα (le cose naturali) σοποῦ τινος δημιουργοῦ καὶ φιλοζὡου τεχνἡματι (γἱγνεσθαι) id. 17 τὴν τοῦ δεοῦ φρὁνησιν..... τὸν τοῦ δεου ὁφθαλμον; IV, 3, 13: ὁ τὸν ὃλον κόσμον συντἁττων καὶ αυνέχων.

[232]. Mem., IV, 3, 13. Quanto al Krische; Forschungen etc. p. 220 (*), che considera apocrifo il luogo, vedi Zeller, op. c., p. 118 n. 2. Il Dindorf nell'edizione di Oxford, 1862, e nella 3ª ed. di Lipsia, Teubner, 1865, ha rigettato come apocrifo l'intero capitolo; ma le sue ragioni sono state bene ribattute dal Breitenbach nella 3ª ed. dei Memorabili, Berlino 1863. Introd. p. 8-10.

[233]. Zeller, op. c., p. 116-120.

[234]. Zeller, op. cit. p. 117 e 110.

[235]. Vedi tutto il citato luogo Mem., I, 4, 2 e seg.

[236]. Quelli che non hanno intesa l'importanza di questa posizione storica sono stati costretti ad ammettere, che Socrate seguisse una doppia maniera di esposizione, adattandosi per convenienza alle forme politeistiche, per es. Hummel, op. cit., p. 10, e Denis: Histoire des idées morales dans l'antiquité (*) I, p. 79. Cfr. Zeller, op. cit., p. 120, che rigetta questa falsa interpretazione.

[237]. Hummel, op. cit., p. 14 e seg., ha voluto condursi con troppo spirito di conseguenza nel mettere insieme i predicati della divinità, che si trovano qua e là nei Memorabili.

[238]. Mem., I, 4, 8, 17 e seg e IV, 3, 12 e seg.