[(10)] Queste prescrizioni (dette altrimenti precetti Noakiti) sono quelle che si pretende essere state date da Dio ad Adamo, ed a Noè. Questi precetti dunque (i quali altro non contengono che le instituzioni medesime racchiuse nel codice della natura, e di cui la pratica si rende indispensabile per tutti gli uomini) sono in numero di sette: il 1. vieta l'idolatria, il 2. impone l'obbligo di benedire il nome di Dio; il 3. vieta l'omicidio; il 4. condanna l'adulterio, e l'incesto; il 5. vieta il furto; il 6. impone di fare giustizia; il 7. vieta di mangiare carne recisa dall'animale vivente (ved. Ghem. Babyil. Tit. Sanhed. cap. 1. 4.).

CAPITOLO III.

Ricerche sulla Religione imposta all'antico Popolo Ebreo dal suo legislatore Mosè, basata sopra i 613 precetti comandati da esso nel di lui proclamato Pentateuco, 248 de' quali sono detti affermativi, e 365 negativi.

Tutto era mentale fino a' tempi di Mosè presso gli antichi Ebrei, tutto meramente contemplativo, e le loro Religione era sì semplice, sì metodica, e sì sublime, quanto lo erano appunto i loro costumi, intimamente penetrati dell'Esistenza di un Opifice Sommo Creatore, di cui miravano ad ogn'istante la visuale testimonianza irrefragabile nello spettacolo sorprendente dell'universo, e di ciascuna delle ammirabili sue parti, soddisfatti restavano unicamente di adorarlo, e di compiere a vicenda quegli umani doveri, che ad un essere terrigeno impone la Natura.

Ma una situazione sì edificante di purità, e d'innocenza fu bene precaria, e di fugace durazione per questi primi venturati credenti; gli arcani impenetrabili del Dio de' loro padri conducendo la ristretta famiglia dell'ultimo de' Patriarchi ad abitare sulle sponde del Nilo [(11)], le fecero pagare un giorno a caro prezzo il grato trasporto di mirare uno de' propri suoi figli elevato alla sovranità di quello stato, dividerne il Regal soglio, lo Scettro, ed il diadema col Monarca legittimo di esso; l'Egitto divenne quindi in breve spazio di tempo la vulcanea fucina inestinguibile in cui furono costrutte le aggravanti barbare catene che per il lungo periodo di oltre quattrocent'anni trascinarono miseramente i posteri di Jacob che ne discesero [(12)].

In sì fatto lagrimevole intervallo di tenace schiavitù, e di vessazioni rinascenti ad ognora in mille foggie differenti, quest'abbattuto lignaggio più non riconobbe se stesso, lo smarrimento s'impossessò di lui a segno tale che più esso non distinse nè l'origine sua, nè giammai più rinvenne il semplice Culto esimio trasmessogli da' suoi venerabili predecessori, ma confusamente condannato a languire sotto il giogo fetale del barbaro Egiziano ne sentì la fierezza, ne apprese i costumi, ne seguitò le pratiche superstiziose, ed il culto ridicolo, e bizzarro di quest'araba progenie, venne frattanto da que' derelitti avanzi d'Israel ciecamente sostituito alla tersa, ed alla sana religione de' suoi primi patriarchi fondatori [(13)].

Tale era dunque la triste condizione dell'Israelismo, allorchè Dio spiegando la sua ineffabile clemenza in favore di questa popolazione oppressa, e sconsolata, volle compiere con essa ciò che avea fatto sperare a' benemeriti suoi progenitori ne' tempi andati, e la sua sorte crudele dovea cambiarsi. Mosè (a cui Dio manifesti rese i suoi alti prodigj essendo ancora nelle fascie) prediletto rampollo della tribù di Levi, fu destinato l'organo esecutore degli eterni Decreti; egli affrettossi a compierli, senza ritegno: il terribile Egitto che premeditava farsene la tomba, dovette abbandonare con ignominia la preda che avvinta gemea, da tempo immemorabile, fra i barbari suoi lacci; e così lo schiavo Israel dopo di avere soffocata fino la speranza di un solido, e durabile conforto a' suoi tormenti, e di una lieta risorsa, al di lui avvilimento, vide frangere per la prima volta le infamanti sue catene, Israel si vide libero.

Ma tutto che oltremodo venturata riuscisse per lui questa metamorfosi repentina, quello non era tuttavia frattanto che una banda immensa profuga, ed errante per inospiti deserti alla quale mancavano ancora, e domicilio, e leggi, onde prendere fondatamente il sostenuto carattere di Popolo. Il suolo Cananeo dunque fu quello che venne ad esso decretato per retaggio, in forza della promessa fatta già da Dio a' Patriarchi, ed il suo conduttore Mosè fu destinato il promulgatore degli statuti, e delle leggi che l'Essere Supremo volle proclamare in mezzo di questi nuovi Liberti [(14)].